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Due Buone Azioni per l'Italia
Manovra economica e Ristrutturazione Produttiva

Si sa le manovre economico-finanziarie aggiustano il tiro nel breve periodo, però il vero problema è la struttura non autosufficiente dell'economia italiana.
Si parla di crescita, ma 'crescita' è un termine generico, crescita di che cosa e per che cosa.
E' come il PIL non ci dice quanto stanno bene gli italiani. Meglio parlare di 'Potere di acquisto'.  Il reddito pro-capite in Italia è diminuito del 10% in Germania è cresciuto del 6%, non ci sono dati sul potere di acquisto che potrebbe essere ancora più basso del -10%....
Che cosa dovrebbe cambiare strutturalmente nel nostro paese perché vi sia equilibrio nella produzione, lavoro, consumi, e aumenti progressivamente il potere di acquisto?
L'effetto della Globalizzazione economica, lo asseriscono ormai anche gli economisti, ha distrutto il tessuto produttivo dei paesi, rendendoli succubi e ricattabili, dalle economie forti, attraverso le istituzioni internazionali WTO, FMI e Banca Mondiale... Lo sappiamo.

Ma quello che dovremmo sapere è: come si potrebbe uscire dall'attuale pantano?

La situazione: il 9% della popolazione lavoratrice è occupata in agricoltura, il 29% nell'industria, il 62% nei servizi. Ciò significa che il 38% della forza lavoro in Italia, sostiene il 62% che non produce beni, ma li scambia e li utilizza. Insostenibile.

Secondo la teoria economica PROUT (Teoria della Utilizzazione PROgressiva), di Sarkar, lo sviluppo, l'equilibrio e la stabilità di un'economia viene dalla sua 'Autosufficienza economica'. Quello che raccontano WTO, FMI e BM (Banca Mondiale), sui mercati aperti senza restrizioni, sono balle a favore delle economie forti. Noi abbiamo smesso di produrre con le 'quote' europee, Latte, Grano Duro, Olive, Agrumi, forse toccherà al Riso. Le quote latte hanno prodotto un terremoto nel settore agricolo e ne stiamo pagando tutt'ora le conseguenze.

P.R. Sarkar, filosofo e umanista indiano, ricorda che in periodi di Recessione e Depressione Economica i paesi che stanno meglio sono quelli che meno dipendono dall'estero. La Germania dipende meno degli altri europei dall'estero...

Capovolgiamo la frittata:
a. l'Italia deve produrre tutto ciò che può senza limitazioni di 'quote', e il surplus può essere immesso sul 'mercato' europeo, per lo smercio, come si fa su tutti i mercati...
Dobbiamo diventare il più possibile autosufficienti economicamente.

b. Le aziende che lavorano in Italia devono essere, perché i profitti non siano esportati, di proprietà di cittadini locali.

c. Per una migliore e razionale distribuzione della ricchezza le aziende che producono beni e servizi per garantire le necessità basilari, dovrebbero essere di proprietà e gestite dai lavoratori/trici, (democrazia economica). Nè il modello privato, nè statale, ma collettivo.

d. Come asserisce l'economista Ravi Batra, i salari vanno aumentati in proporzione dei profitti delle aziende. Il maggiore gap tra i due crea recessione e depressione economica

Siamo per una rivoluzione agraria e una rivoluzione industriale, perchè è proprio la struttura produttiva, cambiati i parametri sociali, che deve essere modificata con l'obiettivo del benessere e la felicità di tutti, nessuno escluso...

Se c'è un modello economico funzionale ed egalitartio allora i miliardi di euro investiti nel 'gioco' di borsa potrebbero essere ben deviati nel mondo dell'economia reale, come chiede anche Confindustria. Fino a quando non c'è un modello produttivo credibile, nessuno investe in economia reale, anche se la Tobin tax fosse pià alta del 20%.

In conclusione bene alla manovra eocnomica di breve periodo, ma per la sostenibilità economica nel lungo periodo è necessario come afferma l'economista Ravi Batra, nella sua disamina della crisi americana: Equilibrio tra Domanda e Offerta (se cresce la produttività devono crescere i salari, ma così non è stato nemmeno nin Italia).

Inoltre un modello economico di 'socializzazione dell'economia' sia per il miglior utilizzo delle potenzialità individuali, che per una migliore distribuzione della ricchezza. Le coop Mondragon dei Paesi baschi insegnano: fino agli anni '90 avevano il reddito pro-capite più alto in Europa e non lo sapevamo.

Lo slogan del movimento MDE: "nessun povero, nessun super-ricco, tutti benestanti" credo si adatti molto bene al cambiamento dei tempi in atto e alle esigenze di tutti i cittadini, nessuno escluso.

15-08-2011 Tarcisio Bonotto

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