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Rivoluzione e Libertà nel mondo arabo
Due parole in libertà

Se c'è qualcuno che può dire "l'avevo detto" questi potrebbero essere due autorevoli personaggi della storia recente: P.R. Sarkar, filosofo umanista del 21mo secolo e il Prof. Ravi Batra, economista della South Methodist University di Dallas.

Sarkar l'ha espresso a chiare lettere che il mondo arabo sarà il primo a cambiare completamente e l'ultima sarà la società cattolica.

Ravi Batra ha espresso la convinzione, nel suo libro "The Golden Age", ("L'età dell'oro"), che a partire dal 2010 ci sarà una rivoluzione popolare negli USA, seguita nel 2014-2015 da una nuova età dell'oro, "La storia rivela che l'età dei ricchi termina sempre in una rivoluzione seguita da un'età dell'oro. L'idea base delle predizioni di Batra è che ci si muove verso un periodo di maggiore caos economico e di povertà che risveglierà la gente e finirà il dominio del denaro nella società in un moto rivoluzionario. Poi seguirà un'età dell'oro di pace, prosperità e valori etici.

La rivolta popolare in molti paesi arabi, assomiglia sempre di più ad un secondo muro di Berlino, anche qui l'anelito alla libertà ha fatto deflagrare i movimenti di piazza.

Se la richiesta di libertà, come espresso da un giovane libico rifugiatosi in Tunisia, "viviamo nel nostro paese come animali, non vogliamo più vivere così ma come esseri umani, vogliamo la libertà di vivere come esseri umani", è stata forse la molla che ha ispirato moltissimi cittadini a chiedere riforme e cambi di regime, tuttavia sembrerebbe che alla base di tutto ciò vi sia un risveglio delle coscienze. Qualche cosa che scatta nella percezione individuale e viene focalizzato nella mente, come una determinante per la propria esistenza.

Il tutto nel segno dell'evoluzione umana. Come scrive Sarkar nel suo discorso "L'avvento della prossima era glaciale": (http://www.emergenzaacqua.net/Sarkar_Era_glaciale.htm )
"La storia si muove in forma ritmica - in un flusso sistaltico. Procede e va avanti, poi c'è un grande salto. Di nuovo si muove e procede, poi c'è un altro salto gigantesco, e così via."

E' un fatto ma da tali nuove prospettive di rinnovata libertà non si torna indietro, ed ecco che la vita stessa e la morte non hanno più il normale significato, se rapportate a questo gigantesco obiettivo di libertà e di nuova condizione dell'esistenza umana: si sacrifica la propria vita in nome di questo ideale. La scintilla della rivoluzione sociale è scoccata in Tunisia, dopo la protesta di un giovane fruttivendolo, che per disperazione, per le precarie condizioni economiche e la mancanza di prospettive, si diede fuoco.

Sarkar scrive in forma poetica che l'esempio e il sacrificio di una persona accende i cuori di altre persone: "una lampada può accendere migliaia di altre lampade".

Ma è anche vero che ogniqualvolta si debba conquistare la libertà dalla tirannia, dalla sopressioe e repressione, sia fuori discussione un tributo di sangue. Lo abbiamo visto in Tunisia, in Egitto, in Libia, ora in Siria. Per consolidarsi la libertà ha bisogno del sacrificio di molte persone. Chi verrà dopo godrà i frutti di una conquistata libertà e forse si dimenticherà degli eroi che ne hanno aperto la strada.
Si potrà dire anche che ogni eroe ha fatto il proprio dovere esistenziale, per cui nulla dobbiamo loro: io faccio il mio dovere e loro hanno fatto il proprio, certo, ma dal punto di vista sociale potrebbe essere un obbligo morale e un buon viatico, il ricordo dei grandi personaggi del passato, che hanno portato la nostra civiltà fino a questo livello...

La domanda: come cambierà il mondo arabo? Accetterà la democrazia?
Forse non è la richiesta di democrazia il principale obiettivo delle popolazioni arabe, ma di diritti, di libertà dall'oppressione, libertà quindi di azione, di parola, etc. insomma di libertà di avere le minime necessità per vivere dignitosamente, la libertà di sviluppare la propria conoscenza, di realizzare sé stessi...

Prima di parlare di democrazia è necessario analizzare se vi siano le condizioni sociali, e culturali adeguate. Nei paesi in cui prevalgono le tribù o i clan, sarà difficile portare la democrazia; paesi strutturati con gli strumenti di un sistema amministrativo, codice civile, penale e una Costituzione, potrebbero forse essere pronti per il processo democratico, il miglior sistema di governo fino ad oggi, anche se non il migliore in assoluto, la Democrazia in natura non esiste...

Un'ultima annotazione: il 28 dicembre 2010 arriva la notizia delle rivolte in Tunisia, il 7 gennaio 2011, giunge la notizia, dal National Geographic News, che il polo magnetico ha iniziato a spostarsi di 64Km all'anno verso l'emisfero orientale, verso la Russia. E' una coincidenza, o un caso?

Sarkar nel suo discorso sul cambiamento della posizione dei Poli terrestri, afferma:

"Sappiamo che un altra era ghiaciale sta arrivando sulla terra. Porterà un cambiamento globale nella struttura della terra. Prima della prossima era glaciale, negli esseri umani e negli animali - in ogni entità, animata e inanimata - ci saranno cambiamenti a livello intellettuale e grandi cambiamenti biologici. Troverete cambiamenti nell'ordine stagionale, nell'arena psichica, nelle sfere socio-economico-politiche e culturali, nella struttura biologica. Tutto sta subendo una trasformazione. I poli terrestri hanno cominciato a spostarsi. Siete pronti?"

Quindi che siano da relegare a questa fase della vita della Terra, i cambiamenti sociali in atto? Stiamo a guardare, ma non mettiamoci troppo tempo.

27-03-2011 Tarcisio Bonotto

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