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Home > Economia > Autoritarismo contro Cogestione: il Caso FIAT-VOLKSWAGEN
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http://www.lomb.cgil.it/35ore/vw/cds.htm

Autoritarismo contro Cogestione: il Caso FIAT-VOLKSWAGEN
La COGESTIONE o cooperativizzazione fa bene alla produzione

Autoritarismo contro Cooperazione

Speriamo sia l'ultima volta che, per cambiare l'assetto produttivo delle aziende in Italia, si ricorra all'autoritarismo e al ricatto, come nel caso FIAT.
Sono state snoccilate delle statistiche sulla produttività degli stabilimenti FIAT dislocati in giro per il mondo, che certamente sono da verificare:
* In Polonia facendo bene i conti 1 operaio/a produce 100 automobili all'anno
* In Brasile 1 operaio/a produce 75 automobili all'anno
* In Italia 1 operario/a produce ben 29 automobili all'anno

Non si sa se nel terzo caso siano stati inclusi, oltre che agli operai, anche gli impiegati dell'ufficio internazionale e amministrazione FIAT.
Se questa fosse la situazione per le fabbriche FIAT in Italia, forse la colpa della bassa produttività andrebbe ricercata anche nell'organizzazione da parte dei responsabili FIAT.

La Volkswagen è il marchio più venduto nel mondo
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La Volkswagen è il marchio più venduto nel mondo, nonostante i costi elevati delle vetture.Come mai? I fattori sono diversi, tuttavia uno spicca sugli altri: la COGESTIONE proposta dal sindacato tedesco dei metalmeccanici, uno dei più forti al mondo, nel 1976. La Cogestione implica la partecipazione dei lavoratori agli utili e ai problemi dell'azienda.

E' successo che in tempo di crisi i lavoratori, partecipi al destino della LORO azienda, si siano decurtati lo stipendio o abbiano lavorato 100 ore in più all'anno per far quadrare i conti.
Certe è da premetere che il modello VW non si può nè esportare ne copiare in altre aziende o paesi, così di sanapianta, ma può essere uno spunto di come il suo approccio olistico possa essere adottato.

In Volkswagen il sindacato si è organizzato come Consiglio di Fabbrica, e Consiglio Generale del Gruppo che riunisce tutti i consigli di Fabbrica, locali ed esteri.
Il consiglio generale di fabbrica e i rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza della Volkswagen non sostengono una posizione di rifiuto generale alla internazionalizzazione del gruppo.
Nelle sedi di produzione della Volkswagen AG nella Germania occidentale sono impegnate ca. 17.000 persone per la produzione estera. La produzione su scala mondiale offre anche possibilità. Un pericolo dell'internazionalizzazione risiede nel fatto che le maestranze delle diverse sedi di produzione possono diventare delle marionette al servizio degli interessi dell'impresa. Questa pressione risultante all'internazionalizzazione determina un vasto campo di azione per il consiglio di fabbrica.
Le soluzioni ai problemi non possono essere trovate solo nella discussione tra consiglio di fabbrica e la direzione dell'impresa. La garanzia delle sedi produttive e dell'occupazione è un compito di politica sociale che si devono porre lo Stato, i partiti, le associazioni, le chiese nonché i movimenti sociali ed ecologici.
(http://www.lomb.cgil.it/35ore/vw/cds.htm )

> Da tenere presente la visione espressa in questo paragrafo: "...politica sociale che si devono porre lo Stato, i partiti, le associazioni, le chiese nonché i movimenti sociali ed ecologici."

Inoltre vi è un Consiglio di Sorveglianza
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La legge sulla cogestione del 1976 prescrive una posizione paritetica dei rappresentanti del capitale e degli appartenenti allo stabilimento nel consigli di sorveglianza di una società per azioni come la Volkswagen (figura 16).

Nonostante la cogestione paritetica stabilita per legge, può subentrare spesso una disparità dovuta al fatto che il presidente, un rappresentante del datore di lavoro, disponga di un voto in più. Inoltre, in base alla legge, fa parte della rappresentanza dei lavoratori del consiglio di sorveglianza un impiegato con funzioni direttive, il quale si orienta spesso, in molte aziende, a favore dei proprietari delle quote quando si tratta di trovare una decisione. La durata del mandato elettivo dei consiglio di sorveglianza è di cinque anni.

Compiti e diritti
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I compiti e i diritti del consiglio di sorveglianza sono regolati soprattutto dal ~ 111 della legge sulle azioni.

   * il consiglio di sorveglianza ha il compito di controllare l'amministrazione dell'impresa.
   * Il consiglio di sorvegiianza ha il diritto di prendere visione e di controllare i libri, gli scritti e il patrimonio.
   * Inoltre esso indice l'assemblea generale qualora ciò sia necessario per il bene dell'impresa.
   * I membri del consiglio di sorveglianza non hanno il diritto di trasmettere i loro compiti ad altri.


Compiti di controllo
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Il consiglio di sorveglianza deve aver approvato. prima della realizzazione, nell'ambito della sua funzione di controllo,

   * I'istituzione e la soppressione di filiali,
   * I'istituzione e il trasferimento di sedi di produzione,
   * la fondazione e la liquidazione di altre imprese o l'acquisto e la vendita di partecipazioni di altre imprese,
   * gli investimenti nel quadro dei regolari programmi di investimento per diversi anni.
   * I'accensione di prestiti o di crediti,
   * I'acquisto, la vendita e l'ipoteca di patrimoni fondiari,
   * la nomina di procuratori generali e di procuratori commerciali,
   * gli affari delle società di par tecipazione
   * e l'introduzione di misure sociali permanenti all'esterno delle regolamentazioni ottenute dietro accordi aziendali.

Particolarità della VW
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Le particolarità del consiglio di sorveglianza della Volkswagen AG risultano dalla legge particolare per la VvV del 1960 e dallo statuto della Volkswagen AG.

Importante in questo contesto è il fatto che una quota di azioni superiore al 20 % non determina il diritto ad un numero maggiore di voti.

A ciò si aggiunge il fatto che è necessana una maggioranza d' oltre 1'80 % dell'assemblea generale per le decisioni, per le quali il decreto sulle azioni prevede soltanto il 75 %, per esempio per la modifica dello statuto.

Il Land della Bassa Sassonia detiene il 20 % del capitale sociale. Questo fatto è importante per il problema della sede del gruppo, il cui trasferimento sarebbe possibile solo con la modifica dello statuto. Il Land della Bassa Sassonia invia due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza.

Un'altra particolarità della Volkswagen risiede nel fatto che l'istituzione o il trasferimento di una sede produttiva richieda una maggioranza di due terzi nel consiglio di sorveglianza. Anche questa caratteristica assume una grande importanza per ciò che riguarda la garanzia dell'occupazione e della sede produttiva!

Questo solo un accenno di ciò che si potrebbe mettere in moto in Italia: una produzione partecipata, ciò che si può definire DEMOCRAZIA NEL POSTO DI LAVORO.
E quando mai la democrazia ha fatto del male?

16-01-2011 Tarcisio Bonotto

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