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Il Sindaco Gobbo: tutta colpa della Crisi!
pedonalizzazione del centro storico di Treviso

Il Sindaco Gobbo dà la colpa dei ritardi della mancata realizzazione della pedonalizzazione del centro storico alla crisi economica.  A noi sembra l'atteggiamento del bambino che non vuole andare a scuola  fingendo di avere la febbre, cercando di gabbare il genitore. Per noi dell'Italia dei Valori, la verità è che gli errori di questa amministrazione stanno venendo a galla mettendo a nudo la negligenza programmatica, ed un sistema di gestione  pubblica stile prima Repubblica.

Per smentire Gobbo,basta andare a vedere in giro per l'Europa come la ricollocazione dei centri storici è stata realizzata. E' vero che si è pedonalizzato, ma hanno anche ripensato la viabilità potenziando il raggiungimento del centro con metro, tram, autobus. Inoltre, per i percorsi sotto ai 5 Km, hanno dato spazio alla bicicletta creando piste ciclabili sicure e bici park.  Hanno aumentato gli investimenti sulla cultura per potenziare l'industria del turismo e del tempo libero, obbiettivi che Gobbo ed i suoi neanche hanno preso in considerazione.

Se la stragrande maggioranza delle persone per arrivare in centro città dalla periferia e comuni limitrofi utilizzano l'auto, questa è la prova che a Treviso, i mezzi pubblici sono insufficienti, scomodi e probabilmente troppo costosi. Pedonalizzare la città senza aver affrontato un'alternativa all'automobile è un suicidio economico; i commercianti del centro storico se ne sono accorti e legittimamente protestano.

Ma la negligenza amministrativa della giunta presieduta da Gobbo è stata quella di proseguire il progetto Gentilini puntando su infrastrutture costosissime come gli auto park, che adesso, non si possono più fare perché non ci sono i soldi! Ecco perché  l'Europa che conta ha smesso da tempo questo tipo di progettazione!! La Triade Gobbo/Gentilini/Zanini è da anni che punta sull'auto, senza però accorgersi che i loro colleghi amministratori del nord avevano intrapreso altre strade non solo economicamente più convenienti ma anche portatrici di una miglior qualità della vita. E' facile dare la colpa alla crisi economica, ma vera la causa dell'immobilità amministrativa è che si continua a perseguire un modello di sviluppo vecchio e fallimentare che ci allontana dagli standard europei per virtuosità e qualità della vita.

"Il progetto Treviso" va ripensato iniziando dalla pedonalizzazione del centro storico che nasce come una scatola vuota. E' gravissimo che questa amministrazione abbia decurtato la spesa  per la cultura e le manifestazioni delegando ad enti privati, come la Fondazione Cassamarca questa funzione. E' altrettanto gravissimo che non ci siano in centro storico sale o spazi culturali adatti a creare eventi per la miriade di associazioni socio culturali del nostro territorio. Oramai, non solo scarseggiano in agenda i grandi eventi ma alla luce di questa desertificazione culturale la giunta Gobbo si permette di vietare iniziative artistiche negando la disponibilità anche delle piazze come è successo in pescheria.

Non è da oggi che Italia dei Valori si sia accorta dell'ottusità di questa amministrazione e chiediamo   a Gobbo di fare un passo indietro rinunciando  alla "pedonalizzazione d'ufficio" che, allo stato attuale, peggiorerebbe le condizioni della città . Appellandoci al suo buon senso, ( se ne ha ancora un po') noi speriamo che abbia il coraggio di aprire un serio confronto con tutte le parti sociali sulla riqualificazione del Centro Storico mettendo intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati. Questo sarebbe accolto come un segno che qualcosa sta cambiando nel modo di gestire la città.

Dante Nicola Faraoni
responsabile Italia dei Valori "Progetto Centro Storico"

13-12-2010 Dante Nicola Faraoni


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