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«Privati nelle aziende pubbliche? Meglio di no»
Le Multiutility ai privati perchè mancano i soldi.

Desidero rispondere all'articolo di Enrico Giardini di Martedì 31 Agosto 2010, su L'Arena, giornale di Verona, dal titolo:
«Privati nelle aziende pubbliche? Si può fare»
TAGLI E MANOVRA.
Fanno discutere le proposte del deputato del Pd Dal Moro
e del sottosegretario Giorgetti per trovare soldi per le opere

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«Privati nelle aziende pubbliche? Meglio di no»
L'assessore agli enti e alle aziende del Comune di Verona, Enrico Toffali, è dell'idea di assegnare ai privati quote di attività pubbliche.
Il consigliere regionale e comunale Valdegamberi teme invece che "con l'ingresso di privati, che giustamente lavorano nell'ottica del profitto, c'è il rischio che investimenti in zone più deboli, poco appetibili, non se ne facciano più. E questo alla fine penalizzerebbe i cittadini»

Nella politica economica PROUT (teoria della Utilizzazione Progressiva), il Comune è visto non solo come fornitore di servizi gratuiti o a basso prezzo ai cittadini ma anche come organizzatore e promotore delle attività economiche locali e del mercato.

Il ruolo del pubblico, in effetti, sarebbe l'espletamento dei servizi essenziali, e la salvaguardia del diritto ad una vita dignitosa per tutti: garanzia delle minime necessità attraverso un lavoro o una rendita.
Il privato, dovrebbe secondo l'ottica Prout, curarsi dei beni voluttuari, di lusso o dei servizi non essenziali. Perchè? Perchè le necessità umane fondamentali sono tali che non dovrebbero dipendere da fattori aleatori o dal profitto.

L'economia Tripolare del PROUT suggerisce che
* le materie prime siano di responsabilità del settore pubblico,
* i beni costituenti le necessità basilari dovrebbero essere prodotte dal Settore Cooperativo,
* i beni voluttuari e non essenziali dai privati.

Molte Amministrazioni Comunali ad oggi sembra non abbiano i fondi necessari per coprire le spese dei servizi essenziali e ordinari. Il Comune di Verona ha investito circa 350 milioni di Euro in fondi Derivati, molto rischiosi, una specie di assicurazione/garanzia sui pagamenti effettuati da altri, per ottenerne degli utili. Ma la strada è molto in salita.
Nell'ambito delle Multiutility, (le molteplici aziende Comunali), ha venduto la quota del 20% Autostrade, possiede una quota dell'Aeroporto Catullo, dei Mercati Generali, ha proventi dalle Multe di diversa natura, dal settore Edilizia, Turistico, Trasporti ed altre attività da cui ricava i fondi necessari al suo funzionamento. Tuttavia annaspa ancora per mancanza di ossigeno perché molte di queste sono in perdita.

Siamo del parere che il Comune può giocare un ruolo di pianificatore / organizzatore / promotore dell'economia locale e recuperare facilmente i fondi necessari per assicurare i servizi a tutta la cittadinanza anche senza ricorrere ai privati.
In effetti P.R. Sarkar, autore della teoria economica Prout, sottolinea: "Le aziende 'chiave' devono essere gestite dall'amministrazione pubblica locale, sulla base del Principio "Nè Perdita, Nè Profitto". Di conseguenza anche la 'casa', essendo un bene essenziale, dovrebbe essere costruita dal Comune, non dai privati il cui scopo principale è il profitto.

Che cosa sono le aziende "Chiave"? Aziende che lavorano e forniscono le materie prime. Nel caso di Verona già Acqua, Elettricità, Gas Metano (il GPL è ai privati), Trasporti, molte Farmacie, sono pubbliche o gestite da aziende comunali, con criteri di moderazione della tariffa.
A queste possiamo aggiungere le aziende che producono materie prime come i Filati, l'Acciaio, Materiali Edili, etc.
Perchè i Comuni dovrebbero interessarsi alla gestione delle aziende "Chiave", avere delle azioni in esse o gestirle in toto? Per diverse ragioni:
* sono aziende dalle quali dipendono una serie di altre industrie di produzione, attività artigianali, commerciali. L'aumento indiscriminato del prezzo delle materie prime potrebbe portare all'aumento dei costi di tutti i prodotti finiti, con aumento dell'inflazione per tutti i cittadini.
* controllando tali aziende e modificando le produzioni, si potrebbero stimolare nuove produzioni e reindirizzare e controllare il mercato.
* producendo materie prime essenziali, i Comuni otterrebbero dei proventi abbastanza sicuri per le spese dei servizi sociali e territoriali.

I soldi dicono ci sono, ma devono essere distribuiti meglio.
Nell'esempio delle Cooperative Mondragon dei Paesi Baschi (Spagna), non ricevendo essi finanziamenti dallo stato spagnolo, l'associazione delle cooperative ha stabilito che il 10% degli utili di tutte le associate, vada a scopi sociali, strade, asili, scuole, università, servizi sociali etc. In queste coop la differenza salariale è di 1 a 6. I soldi dicono ci sono, ma devono essere distribuiti meglio. Potrebbe essere un altro esempio .

Crediamo che i comuni dovrebbero intraprendere la strada del controllo delle attività economiche considerate "la chiave dello sviluppo locale", per poter sopravvivere, e non doversi appoggiare per forza ai privati, con tutte le conseguenze del caso.
Per i beni essenziali si dice: Privato è bello. Ma Pubblico è senz'altro meglio, se gestito bene.

Tarcisio Bonotto
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Istituto di Ricerca Prout
www.irprout.it
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04-09-2010 Tarcisio Bonotto

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