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Ha ragione, non ha ragione, ha ragione, non ha ragione...
La Fiat nel non volere reintegrare i tre lavoratori?

Ha ragione, non ha ragione, ha ragione, non ha ragione la FIAT, nel non voler reintegrare i tre
lavoratori perchè si è interrotto il rapporto di fiducia?
Vi sono tre "principi sociali cardinali", secondo P.R. Sarkar, che non dovrebbero mai essere
contravvenuti, senza creare conflittualità sociale:

* Lasciare senza lavoro un cittadino
* forzare il cambio di religione
* la soppressione della lingua madre

Da un lato dobbiamo considerare che i tre lavoratori della Fiat di Melfi, magari hanno famiglia
e devono poter avere un reddito. La FIAT sembra aver concesso lo stipendio.
Il problema è che ricevere lo stipendio rimanendo a casa non è una situazione dignitosa per
nessuno e quindi non può essere accettabile.

Dall'altra potremmo anche considerare che se i fatti a loro ascritti verranno confermati, (il
fermo della catena di montaggio) ciò potrebbe risultare, nonostante le mille ragioni che essi
potevano avere, in una guerra aperta con la FIAT stessa.

In questo caso l'Ad. Marchionne dovrebbe dar loro modo di mantenere il lavoro, magari
spostandoli ad altro reparto produttivo, diverso da quello dove sono successi i fatti, ma non
dovrebbe licenziarli.
Si salverebbe così il primo principio che a nessuno dovrebbe essere tolto il lavoro, senza
avere delle alternative.

Nel caso del recente reintegro dei tre lavoratori, convalidato dal giudice, poichè la legge è
uguale per tutti, essi dovrebbero poter tornare al proprio posto di lavoro, nonostante le
proteste dell'amministrazione FIAT.

------------
Certo è un momento difficile per tutto il settore produttivo stretto tra la morsa della
competitività internazionale, l'eccessiva apertura dei mercati che porta squilibrio nelle
strutture economiche di ogni paese, il caos prodotto dal magna-magna bancario, del sistema
capitalistico e le esigenze di base della popolazione.
Ma non disperiamo, le alternative ci sono.

Una ricerca di Confindustria conferma: la ripresa rallenta, accelera la pressione fiscale - In
crescita anche la disoccupazione. Ma per il futuro resta un "prudente ottimismo". Insomma si
andrebbe con ottimismo verso una tranquilla recessione economica. Resteranno 488 mila persone disoccupate.

Mentre la Germania ha un sussulto di ripresa economica, in Italia il lavoro viene sempre più a
mancare e si abbassa il livello dei consumi. L'economia italiana infatti non sembra strutturata
a sostenere sia la pressione esterna che le esigenze interne. Per il fatto soprattutto che è
un'economia di tipo capitalistico familiare, lontana dagli interessi collettivi, dai valori
umani e sociali, intenta principalmente all'immediato profitto e al livello del PIL.

>>Il PIL? Non viviamo di solo PIL.
Si ricordi come Robert Kennedy ha sinteticamente illustrato il PIL:
« Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del
Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell'aria, la
pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine
del fine settimana... Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere
prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione
e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la
solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né
dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la
nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che
rende la vita degna di essere vissuta».
(Robert Kennedy - Dal discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University)

Se R.Kennedy poneva spesso l'accento sul fatto che dovessero essere la compassione e l'amore a
farci comprendere il mondo, tuttavia ciò dovrebbe essere affiancato da un sistema economico
orientato a tali valori e necessità umane. Ciò è possibile e l'abbiamo visto con la teoria
economica Prout (www.prout.it). Molti economisti non potendo comprendere i valori e le
necessità umane si dedicano al calcolo della Crescita e agli alti e bassi della Borsa.

Conflitti di classe addio?
Marchionne ha ribadito come non dovrebbero esserci più conflitti di classe tra lavoratori e
proprietà. Ciò indica che i lavoratori dovrebbero piegarsi alla proprietà per questione di
mercato e sopravvivenza. Questo acuito attrito tra lavoratori e proprietà potrebbe sfociare
magari in un nuovo '68 di lotte e conflitti. Pur nella sua negativa accezione questa
conflittualità potrebbe portare a delle innovative soluzioni.

>>Partecipazione in Economia
Si sa, ogni crisi porta con se dei cambiamenti psicologici e delle nuove istanze. In questo
caso potrebbe rinvigorire l'idea che tutti dobbiamo partecipare alla costruzione dell'economia,
non solo i Marchionne o i Tanzi di turno, attraverso l'inclusione dei lavoratori/trici nella
gestione e nella proprietà dell'azienda. Un passo che richiede maturità e cooperazione tra
tutti, ma pur sempre realizzabile.

La partecipazione individuale alla gestione e alla proprietà dell'azienda potrebbe diventare
sia una delle soluzioni alla conflittualità, sia la nuova direzione in cui la produzione
italiana potrebbe orientarsi per massimizzare l'efficenza e il miglior utilizzo delle energie
della popolazione lavoratrice.

23-08-2010 Tarcisio Bonotto

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