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Federalismo Fiscale NO! Pianificazione Decentrata SI!

Per affrontare la crisi economica in atto, è sicuramente necessaria una riforma fiscale. Ma la  proposta di Bossi di Federalismo Fiscale come riforma scaccia crisi è priva di fondamento. Il trasferimento di alcune competenze in ambito fiscale ed economico agli Enti Locali prevista nell'articolo 119 della Costituzione è sicuramente necessaria ma non risolverebbe i tre problemi fondamentali del Fisco Italiano: sperequazione fiscale, evasione ed elusione fiscale, eccessiva burocrazia. Anzi i mali della nostra finanza pubblica: clientelismo, corruzione, sperpero e burocrazia, rischiano di allargarsi se si incappa in cattive Amministrazioni e questo in Italia capita molto spesso sia al Nord che al Sud.

In ogni caso anche tra i sostenitori del federalismo c'è confusione su come applicarlo e sui costi che la riforma stessa possa comportare. In fondo quello che in tasse rimane agli enti locali oggi, 30/40 % delle entrate, è in linea con quella dei Paesi Europei come la Germania, già da tempo stato federale. E allora perché  la Lega Nord richiede con insistenza il Federalismo Fiscale? Semplice. Facendo dei conti sulle entrate il nord più ricco "produce" più tasse quindi, ad esso aspetterebbe, con la riforma, un maggior gettito. Essendo la Lega un partito che conta e amministra il nord l'arcano è svelato, arriverebbero più denari alle loro amministrazioni. Se arrivano nelle casse delle amministrazioni più fondi non è detto però che gli standard qualitativi di vita della gente del Nord Italia andrà a migliorare, anzi.

Un esempio lo è la Provincia di Treviso dove la ricchezza non corrisponde sicuramente alla qualità della vita dei cittadini. Si continuano a dare licenze e permessi alla "lobby dei cavatori" che hanno distrutto il territorio, invece di bonificare le discariche interrate che inquinano le falde acquifere; sono stati spesi 80 milioni di Euro per  la nuova sede della Provincia e si spendono milioni in strade, ponti e rotonde e niente per piste ciclabili e metropolitane, si continua a costruire edilizia residenziale inutile consumando il territorio a discapito dell'agricoltura e del verde pubblico. La politica localistica della Lega non si discosta molto da quella della DC della "prima repubblica" dove gli amministratori elargivano denaro pubblico agli amici di partito e allora, a che servono maggiori entrate se poi non c'è criterio di spesa?

Un punto a favore della Lega è però quello di aver messo sul "piatto federalista" l'idea del Costo Standard. Un servizio pubblico non può costare a Palermo il doppio che a Verona o a Lecco il doppio che ad Viterbo. La regola che per ogni servizio erogato dagli enti locali, va individuato un costo standard, cui dovranno uniformarsi tutti in un arco di tempo prestabilito, è assolutamente necessario!! Ma questa regola conta poco ai fini del federalismo  visto che i criteri di uniformità saranno stabiliti a livello di Governo Centrale mentre le amministrazioni locali dovranno centrare gli standard prestabiliti, insomma sarà un ulteriore paletto di contenimento della spesa come lo è il patto di stabilità!!  Ecco perché sono convinto che il Federalismo della Lega è solo una trovata di propaganda politica.

Se i seguaci del Carroccio amano il bene locale dovrebbero parlare di PIANIFICAZIONE  DECENTRATA . Nel sistema  PROUT  www.prout.it la pianificazione decentrata, implica una spesa programmata dal basso verso l'alto; i governi centrali e regionali devono raccogliere le richieste dei comuni e delle provincie. Ma con che criterio le richieste devono avvenire? O meglio, oltre al "costo standard" di quali altri strumenti si dovrebbe armare l'amministrazione pubblica? La pianificazione economica prevista dal PROUT è basata sull'ideale del benessere per tutti. Per realizzare ciò individua come priorità, la garanzia delle minime necessità per tutti. Quindi la spesa per la sanità, l'educazione/istruzione e i servizi per garantire occupazione e potere d'acquisto sufficiente per necessità primarie come casa, cibo e vestiario devono essere in cima a i capitoli di spesa. Questo garantirà all'intera popolazione la sostenibilità delle minime necessità, in accordo ai principi di democrazia economica che ogni comunità, piccola o grande dovrebbe sviluppare.

Secondariamente la spesa pubblica dovrebbe interessare l'innalzamento del tenore di vita di tutta la comunità, ovvero,  le infrastrutture ed altri servizi erogati, devono aumentare la qualità della vita di tutti. Ad esempio, se le amministrazioni pubbliche continuano ad incentivare il trasporto su gomma costruendo più strade, più ponti, più rotonde, la gente, per muoversi,  si deve adattare comprando più automobili. A conseguenza di ciò, si aumenterà l'inquinamento atmosferico, che come sappiamo, oltre a mettere in pericolo la salute e l'ambiente, aumenta la spesa pubblica che deve far fronte a queste nuove emergenze. Se invece come in vari paesi del Nord Europa si creano delle alternative sostenibili aumentando servizi pubblici con bus, tram, metrò e la viabilità ciclabile, la voce trasporti avrebbe meno conseguenze anche nella spesa pubblica. La pianificazione decentrata, in quanto strumento di razionalizzazione della spesa, porterà automaticamente al "Federalismo Fiscale" tanto decantato dalla Lega, distribuendo la spesa pubblica i base alle necessità e allo sviluppo sostenibile programmato, considerando le diversità di territorio in cui verrà applicata.

Il decentramento avrà una sua veloce realizzazione se si provvederà al più presto ad una Riforma Fiscale che liberi dalla pressione fiscale salari e aziende attraverso una diminuzione progressiva delle imposte dirette, aumentando invece, la pressione su quelle indirette come Iva, patrimoni, ecc. Come dimostra lo studio sull'argomento, http://www.democraziaeconomica.it/articolo/art0299.htm caricare il peso fiscale sull'IVA a partire dalle materie prime permetterà non solo una semplificazione dei controlli sull'evasione fiscale ma la tassazione sarà  maggiormente distribuita perché pagata da tutti. Diminuendo gli evasori si permetterà allo Stato di aumentare le entrate, mettendo a disposizione della collettività  maggiori risorse.

Inoltre, la riforma fiscale deve al più presto trovare delle soluzioni per contenere le speculazioni e le truffe finanziarie. Barak Obama ha appena iniziato la campagna contro i "derivati", gli investimenti speculativi di borsa, dove oggi sono tutti concordi a dire che siano state una delle cause della Crisi Economica Globale. Noi lo abbiamo detto 8 anni fa in questo articolo:  http://www.unmondopossibile.net/articolo/art0016.htm lo riportiamo qui pari pari sperando che qualche Leader leghista desideroso di VERO federalismo lo noti...
"Vanno anche apportati dei rigidi controlli sulle transazioni finanziarie in special modo con l'estero. Va aumentata la pressione fiscale sugli investimenti speculativi e le transazioni di capitali in uscita dal Paese. Vanno aumentate le pene detentive e pecuniarie per i reati di evasione fiscale,falso in bilancio, concussione. Va ridisegnata la legislazione sul conflitto d'interessi. Lotta senza quartiere ai paradisi fiscali. Il risanamento della debito pubblico dev'essere accollato a chi lo ha creato e contemporaneamente ne ha tratto beneficio: la parte più ricca di questo Paese."

Non dimentichiamoci che la Grecia, oggi in bancarotta, è molto più vicina di quello che pensiamo e anche se di mezzo c'è il Portogallo, la Spagna e...forse qualcun "Altro", se non  facciamo i cambiamenti strutturali sul nostro sistema economico, altro che Federalismo, ci troveremo la disperazione di milioni di Italiani (padani inclusi). "Federalisti", ricordatevi: gli SPECULATORI sono dietro l'angolo!!

08-05-2010 Dante Nicola Faraoni


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