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Proposta di Riforma Economica Minimale
In Risposta alla richiesta di Beppe Grillo di idee ...

Egregio Beppe Brillo,
ti ringrazio per l'attivismo socio-economico-culturale a favore degli italiani, ma soprattutto per alcune questioni di principio che possiamo intravedere nelle tue prese di posizione.
Riguardo un programma economico per l'Italia, come Istituto di Ricerca Prout, presente dal 1999 e Ass. Proutist Universal (del 1978), abbiamo nel tempo, maturato alcuni aspetti di riforma dell'economia italiana.
Abbiamo trovato 3 punti interessanti del tuo programma sugli aspetti economici e meno finanziari:
> impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
>favorire le produzioni locali
> sussidio di disoccupazione garantito
A questi punti vorremmo aggiungere alcuni elementi sia strutturali che di principio per garantire come dice la Costituzione una vita dignitosa per sÚ e la propria famiglia a tutti gli italiani.

>> Garantire la sopravvivenza e una vita dignitosa a tutti
Essenziale innanzitutto garantire a tutti gli italiani la sopravvivenza, una vita dignitosa, come afferma la Costituzione, per sÚ e la propria famiglia. Per questa ragione nella teoria economica suggeriamo che siano "garantite le minime necessitÓ vitali" che sono: alimenti, vestiario, abitazione, cure mediche, educazione. Possiamo aggiungere per la ns. societÓ Trasporti e Comunicazioni.
Per l'attuale teoria economica solo il cibo costituisce la minima necessitÓ.
E' necessario perci˛ calcolare il valore del reddito minimo che possa garantire a tutti queste minime necessitÓ. A me il direttore di Scienze Economiche di una UniversitÓ ha chiesto 100.000 euro per il progetto...

>> Eccessiva Concentrazione di capitali. Gestione aziende da parte di tutti i lavoratori
Nell'attuale sistema economico il 10% della popolazione ricca detiene il 52% della ricchezza nazionale. Concentrazione eccessiva di capitali.
Per ovviare a questo, dovremmo introdurre delle trasformazioni strutturali senza rovinare il livello economico attuale, ad es. con la progressiva realizzazione della gestione democratica delle aziende da parte di chi lavora. Niente azionisti esterni alle aziende a cominciare dalle grosse: FIAT, Parmalat, etc. Ci˛ si definisce Democrazia Economica e Decentralizzazione della Gestione. Vi sono casi eccezionali: Coop. Mondragon dei Paesi Baschi et altri.

>> Incentivare i Consumi e produzioni locali
Vi Ŕ una convinzione strana che l'apertura dei mercati porti ricchezza per tutti.
Questo sistema ha portato le economie forti a dominare sulle deboli, ha rovinato il tessuto produttivo locale, delocalizzato, aumentando la disoccupazione.
Vi Ŕ un'idea opposta e interessante: Autosufficienza locale, non autarchia, per la quale si dovrebbe produce tutto ci˛ che si pu˛ produrre in loco, importando solo ci˛ che non si Ŕ in grado di produrre. Cercando di essere autosufficienti per lo meno per gli elementi che costituiscono le Minime NecessitÓ.
Se incentiviamo i consumi, ecologici, critici, sani, in questa ottica di decentralizzazione i capitali non saranno centralizzati ma decentralizzati verso il maggior numero di cittadini che lavorano, e i ricavi rimangono in loco e non esportati all'estero. Si creerebbe un circolo virtuoso: Produzione, Lavoro, Reddito, Consumo, Produzione...che pu˛ sostenere l'economia locale, i servizi etc. Perci˛ Incentivare le attivitÓ a responsabilitÓ condivisa e azionariato dei/lle lavoratori/trici.

>> Lavoro per tutti
I prodotti che importiamo tolgono lavoro ai cittadini italiani. Non Ŕ vero che costano di meno se calcoliamo costi/benefici. Es.: un trapano cinese costa 36 euro. E' durato 2 mesi, sostituito, Ŕ durato altri 3 mesi. Costo viaggio per sostituzione 10 euro. Trapano italiano o tedesco, 120.000 vecchie lire Ŕ durato 13 anni.
Chi ci guadagna nelle importazioni? I cittadini? No. L'importatore e i produttori esteri. Ma si sacrifica definitivamente la produzione locale e la struttura produttiva per il ripristino della quale ci vorranno anni.
In definitiva dovremmo chiedere agli italiani di BOICOTTARE i Prodotti che NON SONO PRODOTTI IN LOCO, se vogliamo dare lavoro ai nostri figli/e e creare stabilitÓ nel paese.
In effetti si parla di sicurezza contro la criminalitÓ. Se tutti avessimo un lavoro e un reddito adeguato che bisogno c'Ŕ di andare a rubare per mangiare?

>> Riforma della teoria economica
La teoria economica attuale andrebbe ristrutturata e completata. Vi sono molti concetti arcaici che non funzionano e altri deleteri per la convivenza civile, per la coesione e l'unitÓ sociale, per lo sviluppo equilibrato.

Spero che questa discussione possa dare qualche spunto per una ridefinizione dei principi economici, in un momento in cui anche il modello di produzione a proprietÓ individuale dei mezzi di produzione (capitalismo individuale o societario) Ŕ in profonda crisi, (vedi Parmalat, Cirio, Fiat etc.). E P.R. Sarkar aggiunge: "per il benessere e la felicitÓ di tutti".

01-10-2009 Tarcisio Bonotto

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