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Cittadinanza dopo 5 anni
Proposta di Legge: aggiungiamo un punto...

Proposta di Legge per Cittadinanza dopo 5 anni e non dopo 10, con delle clausole:
* che conoscano la lingua italiana per lo meno a livello 2 (standard europeo)
* conoscenza della storia d'Italia per l'identità locale
* un giuramento 'formale' sulla Costituzione, che si ritiene perciò conosciuta
* che abbiano un lavoro
* che siano incensurati

Cittadinanza per nascita e per residenza
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In pratica la cittadinanza non è più un fattore di sangue, nel senso che solo i nati in Italia automaticamente ottengono la cittadinanza, ma diventa una questione residenziale. Coloro che si trovano in un determinato paese da più di cinque anni, mandano i figli a scuola e hanno un lavoro possono essere considerati cittadini italiani.

Inoltre vi è un'altra proposta di assegnare la cittadinanza, 'adottare', i figli di immigrati non regolarizzati; figli che vadano a scuola, che siano integrati localmente, e che magari parlino anche il dialetto.

Prerequisiti minimi
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Possiamo ritenere che queste proposte vadano nella direzione di una maggiore adesione alla realtà sociale.
In Germania si è fatto un grosso sforzo per integrare gli immigrati: tutti devono avere una conoscenza minima della lingua tedesca, al livello UNO dello standard europeo.
Per trovare lavoro si deve arrivare al livello DUE o TRE di conoscenza della lingua tedesca.
Ma per rimanere in Germania si deve avere per forza un lavoro, altrimenti si viene allontanati.

L'approccio tedesco sembra diverso da quello italiano. In effetti vi è avviamento al lavoro per chiunque ne faccia richiesta.
Ci si chiede: perchè in Italia tanti immigrati che lavorano regolarmente, e sono richiesti per le mansioni che svolgono, abbiano enormi difficoltà ad ottenere il permesso di soggiorno?
Qui in Italia non sono ancora richiesti i requisiti minimi per la lingua o per lo meno non sono obbligatori. Come si fa a denunciare qualcuno se non si danno delle regole?...
E' richiesto un lavoro ma lo si deve chiedere dal proprio paese d'origine, prima di arrivare in Italia con un visto turistico.

Cittadini del Mondo?
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Il mondo sta diventando piccolo. Il sentimento nazionalistico sembra svanito dalla mente di molte persone, eppure non può venir totalmente abolito se non vi è un ideale alternativo. Quello di "pensare globalmente e agire localmente" sembra adattarvisi bene: pensare al proprio paese, regione, come parte integrante di una nazione mondiale. Non siamo ancora arrivati ad abbozzare un profilo di nazione mondiale, ma la strada sembrerebbe segnata, al di là di ogni conflitto in atto.

Se si vuole prendere la residenza in un paese che piace o per necessità, ci dovrebbe essere la possibilità, nel terzo millennio, di potersi pienamente integrare e partecipare a creare il benessere comune.

Siamo dell'idea che dei paletti come la conoscenza della lingua, della Costituzione siano necessarie premesse per l'integrazione sociale.
In secondo luogo riteniamo che manchi un elemento fondamentale alla Proposta di Legge per coloro che fanno domanda di integrazione sociale,
* contribuire allo sviluppo del Paese, sotto tutti i punti di vista.
In altri termini: "Coloro che immergono i propri interessi socio-economici negli interessi socio-economici del paese in questione possono essere considerati cittadini italiani", con tutto ciò che ne consegue.

Quindi non una cittadinanza di 'sangue', nè territoriale, ma di obiettivi, umanistico-sociale.
Quale migliore garanzia che questi cittadini non portino degrado nel paese ospitante, ma siano parte integrante di uno sforzo comune di sviluppo?

Speriamo in un ulteriore sviluppo in questa direzione nella prossima Proposta di Legge

04-09-2009 Tarcisio Bonotto

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