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Global Research, 11606

Ma che succede in Palestina?
Piani militari israelo-americani di lungo corso?

Riprendo l'analisi di Michel Chossudovsky, dal titolo "L'invasione di Gaza: L'operazione Piombo Liquido, parte di un più ampio piano dell'Intelligence Israeliano", per fare il punto sulla possibile motivazione dell'invasione della Palestina. Problemi che da troppi anni rendono insonni molte persone e che molti politici sono abituati a contenere nel rigido schema di "pro o contro".

Ricordo con rammarico il suggerimento del Console israeliano in Italia, alla trasmissione Porta a Porta, che i palestinesi starebbero meglio sotto l'amministrazione israeliana. Un ebreo americano sosteneva che la Palestina appartiene agli ebrei, come affermano le scritture di duemila anni fa! Ho risposto che anche i romani erano in Palestina duemila anni fa e che potremmo anche noi richiedere il possesso della Palestina.

Alcuni punti che saltano all'occhio sulla questione è che tutti i tentativi di pacificazione tra israeliani e palestinesi sono sempre saltati perchè sempre interveniva qualche sorta di attentato che li bloccavano. Sono solo 63 le risoluzioni ONU contro Israele, bloccate con veto dagli USA.

Ebbene Michel Chossudovsky dichiara che l'obiettivo fondamentale di Israele è di creare le condizioni per un esodo di massa dei palestinesi attraverso un "disastro umanitario ben pianificato", che sembra ora in pieno svolgimento.

Il vice Segretario di Stato Americano John Negroponte era a Tel Aviv, 8 dicembre 2008, per un colloquio con la controparte israeliana incluso il direttore del Mossad, Meir Dagan. L'operazione Piombo Liquido è iniziata due giorni dopo Natale, ed è stata associata ad una ben architettata campagna di propaganda internazionale da parte del Ministro degli Esteri israeliano.
L'obiettivo principale non sono i militari di Hamas. L'operazione Piombo Liquido, è stata pianificata, alquando deliberatamente, per causare incidenti ai civili.

Ciò che stiamo elaborando è un "disastro umanitario pianificato" a Gaza, in una area urbana densamente popolata (Vedi mappa)

L'obiettivo a lunga scadenza di questo piano, come formulato dai suoi ideatori è l'espulsione dei palestinesi dalla terra di Palestina:
"Terrorizzare la popolazione civile, assicurare la massima distruzione delle proprietà e delle risorse culturali... La vita giornaliera dei palestinesi dovrà essere resa insopportabile. Dovrano essere bloccati nelle città e nei paesi, non dovranno esercitare una vita economica normale, espulsi dai posti di lavoro, scuole, ospedali. Ciò incoraggerà la loro migrazione e abbasserà le resistenze a future espulsioni", Ur Shlonsky, riportato da Ghali Hassan in, Gaza: The World's Largest Prison, (Global Research, 2005)

L'assassinio nel Novembre 2004 di Yaser Arafat.

L'assassinio di Arafat fu ordinato nel 2003 dal Consiglio dei Ministri Israele. E' stato approvato dagli USA che hanno posto il veto alla risoluzione di Sicurezza dell'ONU che condannava la decisione del Consiglio dei Ministri Israeliano. Reagendo agli aumentati attacchi palestinesi, nell'agosto 2003, Shaul Mofaz, Ministro della Difesa Israeliano ha dichiarato "guerra totale" ai militanti palestinesi marchiati per la morte.

"A metà settembre il governo israeliano ha emanato una legge per disfarsi di Arafat". Ha dichiarato il consiglio israeliano per gli affari politici, "una decisione di rimuovere Arafat come ostacolo alla pace". Mofaz ha minacciato: "sceglieremo il modo corretto e il momento corretto per eliminare Arafat". Il Ministro Palestinese Saeb Erekat disse alla CNN che Arafat era il prossimo bersaglio. La CNN chiese al portavoce di Sharon, Ra'anan Gissan, se il voto significasse l'espulsione di Arafat. Gissan chiarì: "Non significa questo. Il consiglio ha decisio oggi di rimuovere questo ostacolo. Il momento, il metodo e i modi di questo evento saranno decisi separatamente, e i servizi segreti monitoreranno la situazione e daranno i loro consigli sulle azioni più adeguate." (vedi Trish Shuh, Road Map for a Decease Plan,  www.mehrnews.com, 9 Novembre 2005).

La costruzione dell'Infame Muro dell'Apartheid fu deciso all'inizio del governo Sharon.
La fase successiva fu la vittoria di Hamas alle elezioni nel gennaio del 2006. Senza Arafat gli architetti dell'intelligence militare israeliana sapevano che Fatah sotto la guida di Mahmoud Abbas perdevano le elezioni. Questo era parte dello scenario che era stato prospettato e analizzato parecchio tempo prima.

Israele, con Hamas incaricato dell'autorità Palestinese, e usando il pretesto che Hamas è una organizzazione terroristica, poteva portare avanti il processo di "cantonizzazione" così come formulato dal piano Dagan. Fatah sotto Mahmoud Abbas rimaneva formalmente incaricato della West Bank. E il governo così eletto sarebbe stato confinato nella Striscia di Gaza.

Attacco di Terra
Israele non cerca la "cooperazione" di Hamas. Ciò che cerchiamo di realizzare è il piano "Dagan"come inizialmente formulato nel 2001, che dice:
"Un'invasione dei territori controllati dai palestinesi da circa 30,000 soldati Israeliani, con la chiara missione di distruggere le infrastrutture della leadership palestinese e raccogliere le armi in possesso alle varie forze palestinesi ed espellere o uccidere la leadership militare. (Ellis Shulman, op cit,)

La grande questione è se il governo di Israele in collegamento con Washington stia preparando una guerra di più vaste proporzioni.

Le espulsioni di massa potranno avvenire in uno stadio più avanzato dell'offensiva di terra, dove Israele potrebbe aprire la striscia di gaza per permettere l'esodo della popolazione. L'espulsione dei palestinesi era definita da Sharon "una soluzione stile 1948". Per Sharon è necessario trovare per i palestinesi un altro stato. "La Giordania è la Palestina" - è la frase coniata da Sharon. (Tanya Reinhart, op cit)

A cura di Tarcisio Bonotto
Ref: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11606

04-01-2009 Tarcisio Bonotto

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