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Dal coma si può ritornare
Esperienze e un po' di filosofia

Per Eluana Englaro si stanno affrontando due sentimenti opposti: quello delle persone che l'assistono e quello della famiglia.
Le suore che l'assistono la vedono vivere, per il padre ella è già morta da quando è rimasta in coma. Infatti spesso va a trovarla al cimitero, anche se il corpo della figlia è vitale in ospedale.

Si tratta di coma permanente o temporaneo? Oggi la letteratura medica stabilisce che non si può parlare in questi termini ma di "coma da 1 anno, 5 anni o 15 anni", perché in qualsiasi momento la persona può risvegliarsi. Non si sa quando e perché...

Quindi la prima domanda spontanea che ci si può fare è: vi è una qualche possibilità che la mente di Eluana, ritorni in sé? Se precludiamo questa possibilità anche dopo 17 anni, di vita vegetativa, possiamo essere a posto con la nostra coscienza, o abbiamo la certezza piena che non ce la farà più a tornare alla vita normale? Il padre ha ribadito che sono state sbagliate le cure ad Eluana subito dopo l'incidente.

Ci si chiede se è stato fatto tutto il possibile, nei primi momenti dopo l'incidente per far ritornare dal coma Eluana. Si sa in questi casi i metodi adottati per i comatosi in Italia, non lasciano molte speranze, infatti in molti ospedali le persone in coma vengono isolate dal mondo, dai parenti, dagli affetti, in attesa chissà di che cosa...

La mente, nello stato comatoso, si dice, rimane in sospensione per lo shock subito nel trauma fisico. Questa mente in sospensione ha bisogno di essere riportata al mondo reale, attraverso un canale di collegamento fornito da agenti esterni. Da sola non ce la può sempre fare. Sarkar definisce la 'vita' come il parallelismo tra i tre fattori dell'esistenza: il corpo, la mente e lo spirito. La Morte? La rottura di questo parallelismo dovuto a trauma fisico, a shock mentale e shock di natura spirituale.

Quindi per riportare la mente di una persona in coma, alla realtà, si suggeriscono azioni come il massaggio del paziente, la musica e le canzoni che amava di più, il contatto fisico con i genitori, le parole delle persone care, la lettura di testi amati, etc.

In caso contrario la mente rimane nel suo ambito, come in un sogno e non ha essa stessa la forza di ricollegarsi nuovamente al suo corpo fisico, al mondo esterno, un altro shock che deve essere aiutata a superare.

Ci viene in aiuto sia un caso eclatante di ritorno dal coma, avvenuto al figlio (D.) di un collega, negli USA durante un viaggio vacanza.
Erano in Pensilvania e il furgone sul quale viaggiavano 9 ragazzi e ragazze, uscì di strada e D. sfondò il vetro anteriore del minibus, schiantando la testa su dei massi e massacrandosi una spalla. Coma. Fu portato con l'elicottero in ospedale. I genitori avvisati sono accorsi al suo capezzale, e appena giunti i medici hanno chiesto loro di firmare per la donazione degli organi. Scioccati, non sapevano della gravità dell'accaduto, non firmarono. Non si persero d'animo. Iniziarono come suggerito dai medici un trattamento con qualsiasi mezzo venisse loro in mente per aiutare D. a rinvenire, decisero per la musica, il massaggio, la lettura, il racconto, le canzoni etc, per tutto l'arco della giornata. Non persero la speranza. Ma fecero qualche cosa di attivo per riportare alla coscienza il figlio. Un bel mattino, infatti, dopo 20 giorni di coma D. si risveglia, imprecando all'indirizzo dell'infermiera di turno, bestemmiava, parolacce anche grosse, senza controllo. Ma era ritornato in 'vita'.
Il caso, è stato iscritto nel libro mastro dell'Ospedale, come un "Miracolo".

Portato in un ospedale di Verona, i genitori hanno potuto vedere con i loro occhi la differenza di trattamento dei comatosi ricoverati rispetto alle cure a cui sottoposero il figlio D. Qui le persone in coma erano isolate dal mondo, i genitori non potevano toccarli, silenzio di tomba... come fanno a ritornare nel mondo se non aiutate o stimolate? Questo era il problema che li ha molto preoccupati.

Ebbene se il corpo non è morto a seguito dell'incidente, ciò significa che la mente è ancora presente, e potrebbe darsi che opportunamente stimolata possa risvegliarsi. Per Eluana, dopo 17 anni potrebbe essere un altro shock profondo, non avendo maturato alcuna esperienza in questi anni passati in stato vegetativo. Ritrovarsi già adulta potrebbe essere forse fatale per non poter mantenere il parallelismo tra il corpo così cambiato e la mente che non è maturata. Ma le strade della provvidenza sono infinite...

Quindi la domanda potrebbe essere non tanto se staccare o meno la spina, quanto se è stato fatto tutto il possibile, fuori ogni ombra di dubbio per farla ritornare in vita, altrimenti rimarrà il rimorso di non aver tentato tutte le strade e un'innocente potrebbe essere stata sacrificata sull'altare di una scienza ancora imperfetta...

18-11-2008 Tarcisio Bonotto

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