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Cambiamenti Climatici: modificare il microclima Locale
Piante e stagni locali per cambiare atmosfera locale

E' stato inviato agli assessorati di diverse amministrazioni comunali e provinciali, un progetto per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, nel tentativo di rendere maggiormente edotti gli amministratori sulle possibili cause ed eventuali soluzioni del problema.
Questa idea è partita dall'analisi e proposta di P.R. Sarkar, esposta in tre articoli: "Lo spostamento dei poli terrestri", "La prossima Era Glaciale" e "Conservazione dell'acqua", nei quali Sarkar spiega i cambiamenti in corso, le prospettive per il futuro prossimo ed eventuali soluzioni per correre ai ripari.
I cambiamenti climatici sono apparsi all'orizzonte in sordina, ma stanno progressivamente modificando, a volte radicalmente, la vita sul pianeta. Sarkar, a differenza di molti scienziati che ritengono i cambiamenti un'anomalia temporanea, è dell'opinione che questi porteranno ad una radicale trasformazione sia geologica, che economica, sociale e psicologica, a livello planetario.
Insomma afferma chiaramente Sarkar: "stiamo entrando, anzi abbiamo già oltrepassato la soglia di una nuova era". Che cosa intenda per 'era' lo spiega nel corso della discussione dove afferma: "Le piante presenti nell'era Cenozoica non si sono trovate nelle ere successive...". Intendendo che i cambiamenti in corso siano da paragonarsi come entità, al passaggio da un'era geologica ad un'altra, dove sono scomparsi animali, piante, continenti e cresciute altre specie, apparse altre terre emerse.
Questa dovrebbe essere l'entità dei cambiamenti che dovremmo aspettarci e i cambiamenti del clima, il mancato parallelismo tra le stagioni e il clima, sarebbero solamente un sintomo di cambiamenti più consistenti nell'assetto del pianeta.
Comunque Sarkar, non è pessimista, indicando come i cambiamenti climatici in corso, siano dei passaggi naturali non catastrofici, della vita del pianeta, e dà delle precise e circostanziate indicazioni per far fronte agli effetti estremi delle mancate precipitazioni, temperature eccessive, piovosità eccessiva, mancata sincronia stagionale nei ritmi vegetali e animali. Il suo Progetto sembra mirato alla "mitigazione del microclima locale" attraverso l'impiego di metodi naturali, nei quali le piante e l'acqua giocano un ruolo di primo piano, il più importante.
Questo il motivo della proposta locale, qui per la provincia di Verona, ma estendibile ad altre provincie.
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"Mitigazione degli Effetti dei Cambiamenti Climatici e Conservazione dell'acqua di superficie"
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Premessa
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Le piante
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Le piante portano molti benefici effetti per l'ambiente.
In particolare  assorbono CO2 in buona quantità (10t anno/ettaro), favoriscono la piovosità intercettando la pioggia, (fonte: Gov. of Australia), assorbono notevoli quantità d'acqua nelle radici, contribuendo a mantenere il livello della falda acquifera e rilasciando l'acqua nella stagione secca, (fonte: P.R. Sarkar - Ideal farming) deumidificando il suolo. Trattengono il terreno ed evitano frane sui pendii, mantengono una più bassa temperatura dell'aria, attraverso l'evaporazione dalle foglie, assorbono inquinanti presenti nell'aria. Insomma sono delle soluzioni naturali a problemi anche artificiali prodotti dalla società avanzata.
b. Poichè la superficie boschiva della provincia di Verona è del solo 12% del territorio, e la media nazionale del 30%, vi sarebbe la necessità di colmare il gap. Non solo per questa ragione, Sarkar afferma che in una regione vi può essere equilibrio idro-geologico con la presenza del 33% del territorio coperto da bosco o piante sempreverdi, in particolare da piante che hanno la capacità di intercettare la pioggia, come gli arbusti della famiglia delle Ferulae.
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L'acqua
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Il livello delle falde acquifere, come attestato recentemente dalla Regione Veneto, si è abbassato ulteriormente, oltre i 16 metri. Nel 2006 è stato vietato agli agricoltori il prelievo dai pozzi artesiani.
Il livello di precipitazioni e innevazione sembra diminuito, in questi ultimi 5 anni, del 60%.
Spesso l'acqua delle falde e dei fiumi è inquinata, non adatta al fabbisogno umano, anche se a Verona abbiamo una situazione accettabile.
Il tipo di clima tropicale con brevi piogge torrenziali e periodi di siccità suggerisce un determinato approccio alla conservazione dell'acqua di superficie: l'acqua delle piene del fiume Adige e di altri fiumi della provincia, oltre a creare danni alle colture e alla struttura urbana, se ne va al mare senza venire utilizzata adeguatamente. Una grande diga o un grande bacino di contenimento o di conservazione delle piene per tutta la provincia, non può servire le terre più remote.
Sarebbe più conveniente perciò, un approccio decentralizzato alla conservazione dell'acqua, con la creazione di piccoli bacini, stagni, laghetti artificiali, piccole dighe sui rigagnoli, sparsi sul territorio, per trattenere l'acqua piovana dove cade e utilizzarla nei momenti di maggiore necessità, con eventuali canalizzazioni di collegamento.
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Il Progetto
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500.000 piante: Riforestazione e Rimboschimento, per la creazione di un adeguato microclima locale
250 Laghetti:   Progetto di Conservazione dell'Acqua di Superficie in Provincia di Verona
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Per la Città
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Proponiamo un progetto di intensa riforestazione e rimboschimento, creazione di parchi attorno alla città per tentare di abbassarne la temperatura media (da Verona Centro priva di vegetazione a Grezzana Collina, la differenza di temperatura estiva va dai +3 ai +6 gradi centigradi).
Aumento della capacità dei bacini di l'acqua potabile, di 2 volte meglio di 10 volte, per far fronte alle necessità locali in momenti di criticità
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Per la Provincia di Verona
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Nella zona collinare sarebbe necessario aumentare l'area boschiva dove maggiore è la presenza di acqua, di rivoli, laghetti stagni, eventualmente provvedere alla creazione di piccoli bacini artificiali con piccole dighe o sbarramenti.
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Per la pianura
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Piantumare alberi a crescita rapida e a crescita lenta lungo i canali, fiumi, rigagnoli di irrigazione, laghetti, anche su tre, quattro, cinque filari.
La ragione: le piante, dove già è presente l'acqua, hanno maggiore probabilità di crescita veloce, creano un circolo virtuoso, captando a loro volta la pioggia che aiuta la sviluppo delle piante a crescita lenta. Si propone di piantarne più filari, 3 o 5, ovunque vi sia presenza di acqua, per la necessità di far fronte a cambiamenti climatici sempre più rapidi e intensi.
Il governo Prodi ha già dato incarico ad un esperto nel veronese, per valutare la costruzione di bacini di contenimento, a scongiurare le piene dell'Adige e per la conservazione dell'acqua in eccesso, in caso di necessità irrigue e alimentari.
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Per l'agricoltura
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Importante è il contributo del settore agricolo al problema della mitigazione degli effetti dei CC. Il settore agricolo infatti consuma oltre il 60%  delle risorse idriche per l'irrigazione. L'irrigazione attuale è a pioggia o a letto, che in normali condizioni spreca circa il 95% dell'acqua gestita. Si propone perciò di avviare sia un'operazione di informazione presso gli agricoltori, che un' attività di trasformazione del sistema di irrigazione: goccia-goccia, minijet,  etc...
Sarebbe inoltre importante che ogni agricoltore si dotasse di uno stagno di raccolta dell'acqua piovana, in quantità sufficiente per l'irrigazione ottimale dell'orto o dei campi. Si possono dare indicazioni sulla struttura del fondo dello stagno e delle piante da piantumare sulle rive per mantenere il livello dell'acqua al suo interno. Ricordiamo che in molte case di Verona e provincia esistevano in passato cisterne interrate collegate alle grondaie, per la raccolta dell'acqua piovana.
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Per l'industria
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Come molte industrie si sono già dotate di filtri per la purificazione dell'aria, così si può avviare una campagna di sensibilizzazione e imposizione graduale di sistemi di filtraggio, di riciclo dell'acqua e di raccolta dell'acqua piovana.
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3. Progetto UE per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici LIFE
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Sono in corso finanziamenti europei (oltre 1 miliardo di Euro) per la protezione dell'ambiente, comprendenti progetti di riforestazione e sperimentazione di sistemi per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, dai quali poter attingere risorse per la il progetto.
In collaborazione con altri due Comuni europei, la Provincia e il Comune di Verona potrebbero fare da capofila per un progetto integrato di protezione ambientale e mitigazione degli effetti climatici estremi, ottenendo contributi fino all'80% della spesa sostenuta.
http://ec.europa.eu/environment/life/
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4. Progetto scuole
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Come per altre iniziative, le scuole potrebbero essere un punto di partenza per l'educazione al risparmio idrico, all'utilizzo razionale di queste risorse e per instillare l'idea dell'estrema importanza delle piante. Abbiamo già effettuato in alcune scuole delle lezioni di salvaguardia ambientale. Proponiamo una serie di incontri con insegnanti e studenti, delle scuole medie e superiori della Provincia, mirati a specifici progetti locali.
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5. Cooperazione
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Per avere il massimo dell'efficacia operativa si propone la cooperazione e collaborazione con enti e persone:
* Gruppo Forestale per ottenere piante autoctone a crescita rapida e lenta, adatte ai terreni collinoso e di pianura e per l'allocazione delle medesime in aree adeguate.
* ARPAV per analisi suolo-acqua-aria, modelli computerizzati, rilevazioni.
* Ass. Coldiretti e CIA per sensibilizzarli alle problematiche agricole e far da tramite con gli agricoltori associati. La CIA ha redatto un decalogo indirizzato agli agricoltori, per far fronte ai cambiamenti climatici, e ha recepito, nei primi tre punti, alcune proposte da noi avanzate (indirizzate via e-mai a gennaio 2007, Allegato A).
* Esperti botanici e biologi, di ingegneria idraulica.
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Attuazione Progetti
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Fase 1: Verifica esigenze e fattibilità. Contatti con i vari Enti del territorio, raccolta dati.
Fase 2: Elaborazione dati per la strutturazione di un piano di azione in cooperazione con i vari
       enti e gli abitanti del territorio.
       Eventualmente esplorare la possibilità di un progetto europeo.
Fase 3: Ricerca sul territorio di una zona per la realizzazione di un progetto pilota.
Fase 4: Analisi dei  risultati ed estensione del progetto al resto del territorio
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Allegato A
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CIA (CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI):
IL DECALOGO DELL'AGRICOLTORE DAVANTI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
La Cia ha fornito alcune regole preziose affinché, anche, l'agricoltura contribuisca alla lotta contro le emissioni di CO2:
1.     Razionalizzare la risorsa acqua (anche attraverso l'utilizzo di nuovi impianti irrigui).
2.     Creare piccoli e medi invasi locali per uso plurimo.
3.     Riforestare e rimboschire.
4.     Diffondere maggiormente l'agricoltura biologica.
5.     Utilizzare i fitofarmaci in maniera ponderata.
6.     Sviluppare le fonti di energie alternative (biomasse, eolico, fotovoltaico).
7.     Produrre più colture perenni di copertura e a radice profonda, eseguire rotazioni colturali appropriate.
8.     Recuperare antiche varietà per l'"aridocoltura" e sperimentare nuove colture resistenti alla siccità.
9.     Rinnovare le tecnologie e gli strumenti per il lavoro aziendale.
10. Impiegare le nuove tecniche di allevamento e di alimentazione del bestiame.
(Fonte: Comunicato Stampa Cia - estratto)
http://www.greencrossitalia.it/newsletter/newsletter_puntidivista6.htm
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p.i. Tarcisio Bonotto, Ing. Franco Bressanin
Proutist Universal

03-03-2008 Tarcisio Bonotto

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