Ho cercato di addentrarmi nei meandri dei 'principi e dei valori' che hanno spinto il WTO a redigere 27.000 pagine di trattati e regolamenti sul commercio internazionale, dando inizio alla cosiddetta globalizzazione economica.
Per la semplice ragione di poter comprendere i motivi per i quali sia aumentata la forbice tra ricchi e poveri a livello mondiale, perch?ia aumentata la disoccupazione locale e perch?e promesse di un abbassamento dei prezzi, di moltissimi prodotti e un innalzamento del tenore di vita per tutti, paesi poveri compresi, non siano state mantenute.
Sono molti i paesi ad aver firmato le regole WTO nei suoi tre trattati principali TRIM, TRIP, GATT, nella maggior parte dei casi senza averle lette in toto, o averne compreso appieno l'impatto sociale ed economico per i singoli paesi. Accettate come 'atto dovuto' affermava l'On. Fassino, firmatario per l'Italia. Accettate senza dibattito, solo perch?edatte da autorit?SA e da un numero spropositato di multinazionali, o firmate da importanti paesi industrializzati, o perch?rmai era gi?tato avviato il processo di globalizzazione e non si poteva rimanerne fuori?
Perch?l libero commercio suggerito dal WTO? Uno dei 'principi' basilari del WTO, che trovate nelle pagime web del sito
www.wto.org, ?escritto come 'vantaggio assoluto e vantaggio comparativo' per i paesi che decidono di scambiarsi le rispettive merci. In generale, secondo il WTO, il libero mercato dovrebbe portare automaticamente ad un arricchimento di tutti i paesi. Ma vediamone i contorni.
In particolare, il WTO propone la teoria di David Ricardo sul Vantaggio assoluto e comparativo.
"Supponiamo che il paese A produce automobili meglio del paese B e che il paese B produca pane meglio del paese A. E' ovvio (gli accademici direbbero 'elementare') che entrambi ne beneficerebbero se il paese A, specializzato in automobili e il paese B, specializzato in pane, si scambiassero i rispettivi prodotti. Questo ?l caso del vantaggio assoluto.
Ma se un paese non ?n grado di produrre bene nulla? Il commercio canceller?utti i produttori locali? La risposta secondo Ricardo ?o e la ragione ?el principio del vantaggio comparativo.
E dice che sia il paese A che B, possono ancora beneficiare entrambi anche se il paese A ?igliore di B nel produrre tutto. Se il paese A ?igliore nel produrre automobili e leggermente migliore nel produrre pane del paese B, il paese A deve continuare ad investire nella sua specialit?automobili, ed esportare nel paese B, il paese B deve investire nella sua specialit?pane, ed esportare nel paese A anche se non ?os?fficiente come A. Entrambi beneficieranno da questo scambio commerciale. Un paese non deve essere per forza il migliore nelle diverse produzioni per guadagnare dal commercio. Questo ?efinito come vantaggio comparativo. (Allegato B)
Questa teoria ?ell'economista classico David Ricardo. Una delle pi?mprese dagli economisti. Una delle meno comprese dalla gente comune perch?uesto concetto ?cambiato con il 'vantaggio assoluto'.
Si dice che qualche paese (paesi poveri - ndt.), ad esempio, non possa avere alcun vantaggio comparativo in alcun settore. Questo ?irtualmente impossibile". (Affermano al WTO).
Considerazioni
Non ?empre vero che il vantaggio assoluto sia effettivo per entrambi i paesi. Nel caso in cui ciascun paese non produca i relativi prodotti, tutto torna. Un esempio il Mango o il Licci non si riesce a produrli in Italia e li importiamo. Esportiamo Alta Moda italiana, perch?ltri paesi non riescono, per ora, a crearla.
La tendenza naturale, comunque, ?i produrre in loco tutto ci? cui si abbisogna e che si pu?odurre. Esempio: Il riso Carnirolo di Verona, oggi non si esporta pi? Giappone perch??iene coltivato localmente. Cos?ure il Vialone Nano, coltivato in California.
Oltre a ci?prodotti attualmente scambiati sono di nicchia e non risolvono in toto i problemi economici di un paese.
Molta della veridicit?ella proposizione di Ricardo, dipende dal livello di sviluppo del singolo paese. Dove ?ecessaria una produzione ad alta intensit?i manodopera ?i beneficio per l'economia locale produrre anche ci?e si produce in modo meno efficiente di altri paesi, per garantire una capacit?i acquisto adeguata, l'utilizzazione massima delle risorse locali e il lavoro. Un esempio: il Burkina Faso. Si fabbricano aratri di legno per le coltivazioni locali. Sarebbe pi?ficente l'uso di un trattore, ma in quale contesto si troverebbe tale trattore? Rifornimento, riparazioni, educazione all'uso sono tali da richiederne la presenza? La produzione locale di attrezzi agricoli crea un indotto virtuoso, un utilizzo compresibile, una maggiore fiducia nella bont?d equilibrio del sistema.
Per il vantaggio comparativo, l'affermazione ?ncora pi?ssonante.
Supponiamo che nel paese B, produttore di pane, vi sia un minimo livello di produzione agricola. Se questo paese ?eno efficente nella produzione di automobili o trattori o attrezzature, dovrebbe smettere tali produzioni? Diremo di no, per il semplice motivo che il paese rimarrebbe agricolo e non potrebbe mai industrializzarsi. Il valore aggiunto di un'automobile del paese A ?olto pi?to rispetto rispetto al valore aggiunto del pane scambiato dal paese B? Ma sta di fatto che i prodotti agricoli dei paesi poveri non possono essere scambiati con i paesi ricchi e che i prezzi sono fissati dai paesi ricchi (proposta NAMA).
Certamente l'Italia ?ra i migliori paesi nella produzione di moda, mentre la Germania ?pecializzata nella produzione di prodotti tencici. L'import/export, limitatamente a questi prodotti specialistici, ?vvenuto anche prima dell'avvento dei trattati di libero scambio del WTO. La stessa cosa vale per le Ferrari italiane, che esportiamo. Questo esempio di vantaggio assoluto, ci dice: ci?e non ?ossibile o non si ?n grado di produrre in loco pu?sere importato e fin qui nulla di male.
Quello che fanno discendere invece, dal concetto di 'vantaggio comparativo', al WTO, ?he si pu?portare di tutto, quindi commercio libero senza restrizioni, per ottenere comunque dei vantaggi per tutti i paesi. Una forzatura che ha in s?l germe della dipendenza economica per moltissimi paesi, compreso il nostro, ma soprattutto per quelli in via di sviluppo.
Oggi lo scambio di prodotti viene sospinto pi?ll'enorme differenza nei costi di produzione, molto bassi nei paesi in via di sviluppo, pi?e da questione di efficenza produttiva ai medesimi costi.
Ricardo non faceva menzione dei prezzi dei prodotti commerciati, comunque si potrebbe stimare che parlasse di vantaggi tra due paesi a prezzi di scambio simili. Ma il liberismo economico ci dice che tutto pu?sere importato, non ci si limita ai prodotti specialistici, e quello che conta sono i minori costi di produzione, come 'vantaggio comparativo'. Ma tale vantaggio diventa solo 'virtuale' per l'acquirente finale.
I pomodori prodotti in Italia sono migliori di quelli prodotti in Cina, perch?a produzione ?ontrollata da leggi molto severe rispetto a quelle cinesi, perch?on esportiamo inostri pomodori in Cina mentre sono quelli cinesi che invadono il mercato italiano? Quale vantaggio comparativo abbiamo da questo scambio? I produttori di pomodoro italiani non producono pi?umenta la disoccupazione del settore, le industrie non lavorano pi?pomodori. Lo svantaggio evidente ?o smantellamento di un settore dell'agro-economia che in Italia produceva reddito e occupazione. Quali vantaggi comparativi? Chi importa pomodoro dalla Cina, si arricchisce enormemente. I prezzi di vendita al pubblico non sono molto diversi dai prezzi dei prodotti locali. Si sono rimossi centinaia di posti di lavoro e si ?umentato l'arricchimento di poche persone.
In questo mercato aperto vi ?ualche cosa che ci sfugge. Quale vantaggio comparativo possiamo avere dall'importazione di frutta e verdura dalla Cina? Fino ad ora si sono viste solo preoccupazioni: la CIA (Confederazione Italiana Agricoltura) afferma: Un milione di aziende agricole a rischio, per le importazioni dall'estero". Settore tessile: 80.000 posti di lavoro a rischio. Settore metalmeccanico: 30.000 posti di lavoro in bilico...
Se questo ?l risultato del vantaggio comparativo, o il WTO non ha preso in considerazione tutti i parametri necessari perch?i siano vantaggi comparativi, o eleggono Ricardo a loro baluardo, portavoce di un concetto vecchio, forse applicabile nel suo tempo, per proprie finalit?il libero mercato favorisce l'apertura di nuovi mercati per i poteri economici e finanziari forti. Nulla a che fare, sembra, con una politica di sviluppo equilibrato sia dei paesi poveri che industrializzati, di garanzia delle necessit?asilari per tutti.
Il concetto del 'libero scambio' senza restrizioni avanzato dal WTO non dovrebbe discendere dal concetto del vantaggio comparativo di Ricardo, non si riesce con questo a giustificarlo.
Inoltre: questa semplice teoria del vantaggio comparativo, delineata pi?pra, richiede diverse importanti assunzioni, per diventare vantaggiosa per i paesi in questione:
* Non ci sia nessun costo di trasporto - Invece c'? incide sia sull'ambiente che sui prezzi
* I Costi sono continui e non ci sono economie di scala
Ci sono non solo economie di scala ma soprattutto costi di produzione molto diversi
* Ci sono solamente due economie che producono due beni - Non siamo in questa situazione teorica
* La teoria presume che i prodotti negoziati siano omogenei (cio?dentici) - Non ?uesto in caso
* Si presume che i fattori di produzione siano perfettamente mobili
Terra, (fertilit?piovosit?tc) - lavoratori (capacit?qualit?tc) non sono perfettamente mobili
* Non ci sono tariffe o le altre barriere doganali - Sono state tolte dal WTO, perci?incide
* C'?onoscenza perfetta, cosicch?utti gli acquirenti e venditori sanno dove trovare i beni pi?nvenienti a livello internazionale -
Non sempre ?ero, anzi non ?ormale ricercare sempre a livello mondiale il prezzo pi?nveniente, ci sono problemi di approvvigionamento, conflitti sociali, tempi di fornitura etc che ne impediscono il corretto espletamento
(da
http://iang.org/free_banking/david.html "La teoria del vantaggio comparativo")
Detto questo possiamo prevedere che il rilancio del capitalismo mondiale attraverso i trattati di globalizzazione, non sia altro che questo: vantaggi solo per i poteri economici forti, multinazionali e grosse aziende nazionali, distruzione della struttura economico-finanziario-produttiva dei singoli paesi, aumento della disoccupazione locale.
Quindi globalizzazione dei vantaggi? No. Krtashivananda definisce questo evento globale una cospirazione delle multinazionali. Una cospirazione dei gestori della dissacrante alleanza WTO-FMI-BM.
Una cospirazione contro l'umanit?contro la gente che muore di fame nei paesi in via di sviluppo attanagliata dal debito e dalle calamit?aturali. Con questo non affermiamo che la globalizzazione non sia un evento necessario, ma in una globalizzazione per tutti, le sue regole e le sue metodologie, dovrebbero essere totalmente in contraddizione con quelle attuali del WTO. Per semplificare, ora, le definiamo in due punti: Aree Socio-Economiche Autosufficienti, e applicazone della Democrazia Economica.
Se guardiamo all'allegato C - David Ricardo e Vantaggio Comparativo - potremmo ricavare dall'analisi delle assunzioni o requisiti per la veridicit?ella teoria che le condizioni espresse non esistono sul campo. Si pu?durre che la teoria del vantaggio comparativo fatta propria dal WTO, non porta vantaggi a nessun paese se non a quello che ha la possibilit?i esportare di pi?atto riconosciuto che i fatturati di molte multinazionali superano di gran lunga i budget nazionale di molti paesi e poich?e multinazionali dettano le regole del commercio internazionale, non si pu?rlare di benefici evidenti per i singoli paesi interessati.
Cambieremmo cos?volentieri i principi del commercio internazionale, del libero scambio, seconto i trattati TRIM, GATT con alcuni principi tra i quali elenchiamo, per dare qualche spunto:
* Ristrutturazione dei paesi in aree socio-economiche che abbiano omogeneit?nterna.
Spieghiamo: Gli inglesi hanno creato l'IRAQ, che comprende 3 etnie: Shiiti, Sunniti e Curdi. Questo causa all'nterno del paese profondi conflitti. La proposta ?i includere gli shiiti in un proprio territorio, con l'Iran ad esempio, creare dei paesi in cui vi sia omogeneit?tnica... L'Alto Adige ?tato annesso all'italia, prima apparteneva all'Austria. La creazione di zone socio-economiche omogenee ?l primo passo per la creazione di unit?ociale e amministrabilit?olitica.
* Creazione di Comunit?conomiche omogenee: formate da paesi con simili livello di sviluppo, di potenzialit?conomiche, come la UE, ANDEAN, etc.
* Ogni area socio-economica deve tendere alla autosufficienza economica
Tarcisio Bonotto
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Allegato A.
from
www.wto.org
TRUE AND NON-TRIVIAL?
Nobel laureate Paul Samuelson was once challenged by the mathematician Stanislaw Ulam to "name me one proposition in all of the social sciences which is both true and non-trivial."
It took Samuelson several years to find the answer — comparative advantage.
Comparative advantage
This is arguably the single most powerful insight into economics.
Suppose country A is better than country B at making automobiles, and country B is better than country A at making bread. It is obvious (the academics would say "trivial") that both would benefit if A specialized in automobiles, B specialized in bread and they traded their products. That is a case of absolute advantage.
But what if a country is bad at making everything? Will trade drive all producers out of business? The answer, according to Ricardo, is no. The reason is the principle of comparative advantage.
It says, countries A and B still stand to benefit from trading with each other even if A is better than B at making everything. If A is much more superior at making automobiles and only slightly superior at making bread, then A should still invest resources in what it does best — producing automobiles — and export the product to B. B should still invest in what it does best — making bread — and export that product to A, even if it is not as efficient as A. Both would still benefit from the trade. A country does not have to be best at anything to gain from trade. That is comparative advantage.
The theory dates back to classical economist David Ricardo. It is one of the most widely accepted among economists. It is also one of the most misunderstood among non-economists because it is confused with absolute advantage.
It is often claimed, for example, that some countries have no comparative advantage in anything. That is virtually impossible.
Think about it ...
Ci abbiamo pensato...
Allegato B.
L'analisi della distribuzione dei redditi serv? Ricardo per formulare una teoria "pessimistica" dello sviluppo economico capitalistico. Posta come condizione allo sviluppo stesso l'esistenza di un saggio di profitto sufficientemente elevato da permettere un'adeguata accumulazione di capitale e quindi un aumento della produzione, l'economista inglese rilev?e la tendenza del saggio di profitto a diminuire (in quanto la necessit?i coltivare terre sempre meno fertili in seguito allo sviluppo demografico avrebbe determinato da una parte un aumento della rendita e dall'altra un aumento del prezzo delle derrate alimentari e quindi dei salari correnti) avrebbe frenato lo sviluppo economico. Di notevole importanza sono anche i contributi di Ricardo alla teoria del commercio internazionale (alla cui base egli pose il principio dei costi comparati) e alla teoria monetaria (a lui si deve una delle prime formulazioni della teoria quantitativa della moneta).
In sostanza, Ricardo, pur condividendo i princ? liberistici di Adam Smith, non ritiene che la legge della domanda e dell'offerta possa condurre ad un'equa redistribuzione della ricchezza: a tal proposito, Ricardo individua due fattori di sperequazione. Il primo ?ato dal rapporto tra la rendita fondiaria, cio?l reddito prodotto dalla propriet?ella terra, e la crescita demografica. Per sfamare la popolazione sar?ecessario coltivare anche i terreni meno fertili, con maggiori costi di lavoro e una minore rendita. Giacch?a popolazione crescer?empre di pi?ar?empre pi?sto il ricorso a terreni sempre meno fertili con rendite sempre pi?sse. Per questa via la "rendita differenziale", ovvero la differenza tra la rendita dei terreni pi?rtili e quella dei terreni meno fertili diverr?empre pi?ande. Il secondo fattore di sperequazione economico/sociale ?ato dalla cosiddetta legge ferrea dei salari, secondo la quale, in base alla legge della domanda e dell'offerta, i salari tendono ad abbassarsi sempre pi?er attestarsi al mero limite di sopravvivenza del lavoratore. La consapevolezza di tali squilibri socio/economici indusse molti intellettuali - che pure si definivano "liberali" e "liberisti" - a formulare un'analisi della societ? un progetto operativo che prevedessero una pi?ua redistribuzione della ricchezza e una politica di emancipazione sociale e culturale delle classi subalterne; ma tali risoluzioni furono tutto fuorch?oddisfacenti. Dalla presa di coscienza del loro fallimento, muover?arx, il quale - alla strada del riformismo dall'"alto" - opporr?uella della rivoluzione dal "basso".
http://www.filosofico.net/davidricardo.htm
Allegato C.
David Ricardo e Vantaggio Comparativo
La Teoria del Vantaggio Comparativo
David Ricardo, nella prima parte del 19° secolo, comprese che il 'vantaggio assoluto' era un caso limitato di una teoria pi?nerale. Consideriamo la Tabella 1. Si pu?dere che il Portogallo pu?odurre pi?buon mercato dell'Inghilterra sia grano sia vino, (cio?a un vantaggio assoluto per entrambi le merci). David Ricardo vide che poteva essere ancora mutuamente benefico per entrambi i paesi specializzarsi e commerciare.
Tabella 1
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Paese Grano Vino
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Costi Unitari Costi Unitari
in Ore/Uomo in Ore/Uomo
Inghilterra 15 30
Portogallo 10 15
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Nella Tavola 1, un'unit?i vino in Inghilterra costa come produrre 2 unit?i grano. La produzione di un'unit?ddizionale di vino significa produzione di 2 unit?i grano (cio?l costo di un'unit?i vino ? unit?i grano). In Portogallo, un'unit?i costi di vino 1.5 unit?i grano per produrre (il costo di un'unit?i vino ?.5 unit?i grano in Portogallo). Poich?osti relativi o comparati differiscono, sar?ncora mutuamente vantaggioso per entrambi i paesi commerciare anche se Portogallo ha un vantaggio assoluto su entrambe le merci.
Il Portogallo ?elativamente migliore a produttore vino che grano: quindi si dice che il Portogallo abbia un Vantaggio Comparativo nella produzione di vino. L'Inghilterra ?elativamente migliore a produttore grano che vino: quindi si dice che Inghilterra abbia un Vantaggio Comparativo nella produzione di grano.
La Tabella 2 - mostra il vantaggio del commercio. I costi di produzione sono espressi nella Tabella 1. Si presume che l'Inghilterra abbia 270 ore / uomo disponibili per la produzione. Prima che abbia luogo la transizione commerciale si producono e si consumano 8 unit?i grano e 5 unit?i vino. Il Portogallo ha meno risorse con 180 ore / uomo di lavoro disponibili per la produzione. Prima che abbia luogo la transizione commerciale si producono e si consumano 9 unit?i grano e 6 unit?i vino. Produzione totale tra le due economie ?7 unit?i grano e 11 unit?i vino.
Tabella 2
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Paese Produzione
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Prima della Dopo la
Transizione Transizione
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Frumento Vino Frumento Vino
Inghilterra 8 5 18 0
Portogallo 9 6 0 12
Totale 17 11 18 12
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Se entrambi i paesi si specializzano, il Portogallo produce solamente vino e l'Inghilterra produce solamente grano, la produzione totale sar?i 18 unit?i grano e 12 unit?i vino. La Specializzazione ha permesso all'economia globale di aumentare la produzione di 1 unit?i grano e di 1 unit?i vino.
Questa semplice teoria del vantaggio comparativo delineata pi?pra richiede diverse importanti assunzioni, per diventare vantaggiosa per i paesi in questione:
* Non c'?essun costo di trasporto.
* I Costi sono continui e non ci sono economie di scala.
* Ci sono solamente due economie che producono due beni.
* La teoria presume i prodotti negoziati siano omogenei (cio?dentici).
* Si presume che i fattori di produzione siano perfettamente mobili.
* Non ci sono tariffe o le altre barriere doganali.
* C'?onoscenza perfetta, cosicch?utti gli acquirenti e venditori sanno dove trovare i beni pi?nvenienti a livello internazionale.
http://iang.org/free_banking/david.html