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Uscire dal WTO: Autosufficienza Economica vs Libero Mercato
Autosufficienza Economica e Libero Mercato a confronto

I trattati WTO, accettati anche dal nostro paese, si estendono su circa 27.000 pagine di normative e leggi.
Sono stati redatti da circa 400 multinazionali e dal Dipartimento del Tesoro USA, non dai singoli paesi firmatari. La globalizzazione economica è la globalizzazione delle multinazionali, non dei popoli dei singoli paesi.

Ho avuto l'occasione di fare due ore di lezione sul tema della Comunicazione e 4 sul commercio internazionale a 12 laureati e imprenditori argentini di origine veneta, in Italia per uno stage.

Ho chiesto loro come sia potuta crollare l'economia argentina.
La risposta: il pesos è stato rivalutato al rialzo e legato al dollaro. Si è preferito importare soprattutto dalla Cina, visto l'elevato potere di acquisto, piuttosto che produrre. Sono nati centri commerciali ovunque come funghi, moltissime aziende hanno chiuso. 'Mio padre - diceva una ragazza - ha dovuto chiudere l'azienda tessile' al suo posto è natio un centro commerciale. La disoccupazione raggiunse il 23%. Su tutto intervennero le privatizzazioni, suggerite dal FMI, che aumentarono i prezzi dei beni e dei servizi. Il risultato è quello che abbiamo visto. Proseguono: 'Ora l'economia si sta riprendendo, con la nascita di molte cooperative che hanno rilevato molte aziende chiuse'.

Ho detto loro: "Siete molto più avanti di noi... oggi ci troviamo nella medesima situazione attraverso cui voi siete già passati...

Effetti locali della globalizzazione
Non sappiamo ancora perfettamente che cosa ci riservi la globalizzazione economica, il cosiddetto liberismo o mercato libero e i relativi trattati WTO: TRIP, TRIM, GATT e GATS, nel lungo periodo.
Nel breve possiamo già toccarne con mano gli effetti: più prodotti, ma non a minor prezzo come promesso dalle politiche liberali. Molti imprenditori si sono arricchiti di più perché i prodotti costano meno ma il prezzo per noi è rimasto quasi invariato, e gran parte della classe media si è impoverita. E' aumentata la disoccupazione a causa delle massicce importazioni: nel settore tessile, metalmeccanico, un milione di aziende agricole a rischio per importazioni di prodotti agricoli...

Questi trattati WTO si estendono su circa 27.000 pagine di normative e leggi. Sono state redatte da circa 400 multinazionali e dal Dipartimento del Tesoro USA, non dai singoli paesi firmatari, che oggi ammontano a circa 160. Il Tesoro USA è azionista di maggioranza del FMI, quel Fondo Monetario che dice agli italiani di diminuire la spesa per Sanità e Scuola, lo stesso Fondo che è stato determinante nell'affossamento dell'economia Argentina, spingendo al massimo con le privatizzazioni e con il 'gioco' di borsa.

Subito dopo il crollo dell'economia argentina, il FMI (Fondo Monetario Internazionale), propose, per la ripresa, che fosse ripristinata la fiducia degli investitori. Stiglitz, ex vicepresidente della Banca Mondiale, disse che quelli della BM e FMI, non capiscono nulla di economia e che invece di sottolineare la ripresa delle attività finanziarie di Borsa, l'Argentina avrebbe dovuto investire in economia reale, produzione di beni, lavoro, consumo etc. Un circolo virtuoso che ha la capacità di rendere un paese economicamente stabile.

E' possibile non accorgersi dei danni effettivi e potenziali di una politica di liberalizzazione standardizzata, in un contesto internazionale troppo variegato dal punto di vista della storia sociale ed economica, del livello di sviluppo, delle potenzialità economiche, delle risorse, dell'espressione culturale?

Il programma SAP, Programma di Adeguamento Strutturale, circa 160 regole imposte ai paesi che chiedono di entrare nel WTO, è uguale per tutti i paesi sia in via di sviluppo che sviluppati, senza guardare alle loro caratteristiche peculiari, problemi interni e potenzialità.

In particolare il programma SAP prevede alcune condizioni e 'Costi sociali' delle sue politiche:
• Svalutazione
• Riduzione del deficit di bilancio
• Riduzione dei sussidi
• Compressione dei salari
• Vendita delle aziende pubbliche
• Tendenza alle Esportazioni a  spese del mercato interno

Risultati della realizzazione del programma di adeguamento strutturale:
• Recessione economica
• caduta dei salari reali
• disoccupazione
• impoverimento di gran parte della popolazione
• aumento delle spese militari.

E questo porta il paese attraverso:
• Polarizzazione sociale
• intensificazione delle differenze politiche
• aumento della repressione
• perdita di legittimità del governo
Verso:
• La caduta del Governo o
• La sconfitta del Governo alle elezioni successive
• Un colpo di stato
• Un Governo militare di destra

Vi è sempre più la sensazione che l'allargamento ai 10 paesi dell'Est Europeo, creerà non pochi problemi per gli altri 15 paesi. Una situazione simile l'ha vissuta la Germania Ovest, nell'associarsi la Germania Est, con 5 anni di crisi economica.
Vi è la certezza che comunità economiche realizzate tra paesi con troppa diversità nello sviluppo economico, abbiano tutti a perderci. Il NAFTA ad esempio, comunità economica tra Canada, USA e Messico, ha creato problemi agli USA: 500 mila disoccupati per delocalizzazione di aziende in Messico. Nel Messico la successiva delocalizzazione delle aziende Usa in India ha lasciato sul lastrico decine di migliaia di lavoratori.

Per cui proponiamo di:
· Creazione di comunità economiche tra paesi omogenei. La UE a 15. Una Comunità dei Paesi dell'Est con tutti i paesi dell'ex unione sovietica. La UE potrà aiutare comunque questa comunità e solo quando i salari, il livello di sviluppo economico e delle infrastrutture, sarà al passo con la UE, la fusione tra le due, non creerà problemi di sorta ad alcuno dei paesi membri. Pensiamo solo alle preoccupazioni di molti agricoltori italiani produttori di cereali: i cereali dei paesi dell'Est, costano un quarto rispetto a quelli nostrani.

· Ridiscussione sulle politiche economiche globali liberali: Introduzione del concetto di autosufficienza economica per ciascun paese, non autarchia, e di 'economia sociale'

· Favorire l'uscita dal WTO dell'Italia e ai altri paesi per costituire un nuovo assetto organizzativo equo e solidale per l'equilibrato sviluppo di ogni singolo paese, in un'economia socializzata.

Conclusione: togliamoci dal WTO, ripristiniamo la nostra economia improntandola all'autosufficienza piuttosto che rimanga preda del cosiddetto libero mercato. Tanto libero questo mercato non è; è alla mercè dei poteri
economici forti. E la banca mondiale lo dimostra: dal 2000 ad oggi la ricchezza in mano al 20% più ricco della popolazione mondiale, è salita da 81% a 86% della ricchezza globale.

Meglio uscire dal WTO o si rischia la catastrofe. Anche uscendo dal WTO, non sarà rose e fiori, ma meglio vivi e autosufficienti, piuttosto che colonizzati e a rischio di povertà, per la maggioranza della popolazione.

08-07-2005 Tarcisio Bonotto


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