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Chiudere il Mercato Borsistico e Investire in Economia Reale

Il mercato di borsa viene definito come mercato speculativo.
Alcuni movimenti e associazioni si sono prodigati, in questi anni, per porre un freno alla speculazione di Borsa, proponendo una tassa sulle transazioni finanziarie dello 0,7%. La legge che è stata redatta a favore di questa tassazione, qualche anno fa, è ancora ferma in parlamento.

Che cosa ha comportato il passaggio al mercato borsistico di molti capitali presenti in tutto il mondo? Da una parte ricerca di facili guadagni in un momento della contrazione della produzione reale a seguito di rivolgimenti internazionali, come conseguenza del cambiamento della psicologia collettiva e della caduta di barriere internazionali. Gli investimenti non possibili in una struttura socio-economica locale e internazionale in decadenza e in piena trasformazione, sono stati deviati verso il mercato borsistico, dove si pensava di trovare redditi più sicuri.

Si dice che ogni giorno in Borsa circolino 3 milioni di miliardi di dollari. Ma allo stesso tempo questo giro di denaro non è in grado di creare un singolo posto di lavoro in più. Infatti molti dei profitti vengono accumulati e non utilizzati a scopi produttivi, vengono utilizzati per beni voluttuari e ulteriori speculazioni. Il divario tra ricchi e poveri è aumentato in questi ultimi anni in parallelo al maggior lavorio del mercato borsisitco.
E' vero anche il detto che 'per ogni persona che ci guadagna in borsa vi è una che ci perde'.

Un artigiano, su consiglio del proprio bancario-brocker di fiducia, ha investito i suoi 100 milioni di vecchie lire in azioni varie. Nell'arco di 6 mesi perse il 30%. Gli suggerii di ritirare il rimanente 70%. Ma il suo brocker di fiducia gli aveva suggerito di proseguire per recuperare qualche punto. Dopo altri 3 mesi perse un altro 10%. Al che l'artigiano rinsavito disse: "Ho capito una cosa che questi bancari-brocker non richiano con il proprio denaro ma con il tuo, non metterò più soldi in borsa"

Il mercato di Borsa non risponde più alle ragioni per il quale è nato e cioè di finaziare l'azienda che ha messo sul mercato le proprie azioni. La capitalizzaizone dell'azienda locale sembra non essere più il primo obiettivo. Una volta emesse sul mercato le azioni vengono cedute e acquistate più volte in un giorno. Viene gonfiato il loro valore a seconda delle circostanze e a causa del raffreddore di un grosso leader politico possono perdere parte del loro valore nel giro di una giornata.

Lo chiamano il 'gioco di borsa', come il Monopoli, il Giro dell'Oca etc.
Sta di fatto che l'azienda dopo aver piazzato le proprie azioni sul mercato non è più padrona di gestire quelle non in suo possesso e tutte le transazioni finanziarie vengono effettuate sulla sua testa, senza grossi benefici, di lunga scadenza e con aumentata incertezza.
Si dice regolate dal 'Mercato'. Quali siano le componenti del mercato non è dato a sapere, ma senz'altro sono i poteri economici forti che su di esse hanno la maggiore influenza.

I piccoli risparmiatori vengono definiti il 'parco buoi', nemmeno da mungere, da dissanguare.

Il disastro della Henron che ha lasciato sul lastrico centinaia di migliaia di pensionati, della Parmalat con centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, il crollo dell'economia Argentina, con altrettanti risparmiatori italiani in crisi.
Lo spirito che sottende le ragioni del mercato borsisitco, indicato forse dal fatto più eclatante, che a fronte del crollo dell'economia reale argentina il FMI (Fondo Monetario Internazionale) suggerisse al governo argentino, come primo intervento, di ripristinare la fiducia nei mercati borsistici! Stiglitz, ex vice-presidente della Banca Mondiale, defenestrato per la sua conversione al buon senso, criticò aspramente questa visione del FMI, sostenendo che l'Argentina come prima mossa dovesse puntare sulla produzione 'reale', non sul mercato speculativo.

Infatti è stata eccessiva la sopravvalutazione delle azioni di molte aziende estere che avevano investito in Argentina, e il crollo si è portato dietro enormi perdite per i piccoli risparmiatori.

A fronte di questi investimenti speculativi è necessario ricorrere a due possibili soluzioni:
· Regolamentare la borsa merci e valori riportandola alle sue origini, come mezzo per finanziare l'azienda e non per la speculazione finanziaria, con l'assegnazione alle banche delle azioni.
· Chiudere il mercato speculativo di Borsa nazionale, la Borsa di Milano

La chiusura del mercato di borsa comporta la deviazione degli investimenti in attività produttive stabili, il che necessita di una riorganizzazione del sistema produttivo e distributivo italiano.

Per brevità solo una proposta: investire in piccole attività produttive locali di natura cooperativa, dove il rapporto di lavoro sia non subordinato, ma coordinato. Coordinato significa che non vi è rapporto imprenditore-dipendente presente in molte cooperative di oggi, ma un rapporto paritario dove ognuno si prende le proprie responsabilità nella gestione dell'azienda, a seconda delle proprie competenze, allo stesso livello.

La FIAT, PARMALAT, la CIRIO lo è già anche se in un rapporto cooperativo subordinato, potrebbero diventare cooperative e favorire una più razionale distribuzione del reddito, una maggiore stabilità e mirati investimenti per la proprio sviluppo.
Ultimamente la FIAT ha deviato capitali per l'acquisto in settori quali energia, giornali, acque minerali, che poco hanno a che fare con l'automobile. E le potenzialità di diventare più stabile nel settore auto vi erano tutte. Una gestione cooperativa ha tutte le potenzialità di un più adeguato sviluppo del settore.

Gli investimenti in attività cooperative danno una maggiore garanzia di stabilità nel tempo e sono un incentivo per la popolazione italiana all'acquisto di prodotti italiani, a fronte di quelli importati e quindi risollevare la produzione locale.

Ridirigere gli investimenti verso l'economia reale, in un sistema economico socializzato, potrebbe essere una nuova chiave di lettura per la ripresa socio-economica in Italia.

13-05-2005 Tarcisio Bonotto

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