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Alcune considerazioni sulla manifestazione leghista a Verona
Lettera aperta

Le ingiurie rivolte ai Rom, le imprecazioni rivolte al Giudice Papalia e le azioni intimidatorie nei suoi confronti oltre ad essere elemento di considerazione legale, sono anche espressione di un antico sentimento, che in Italia, come in altri Paesi, ha fatto danni enormi alla società locale e globale: un sentimento localistico meglio definito come geosentimento.

Non ho trovato nelle espressioni della Lega, al comizio o negli slogan, analisi logico-razionali, di grande portata. Basti pensare all'insulto sull'origine meridionale del magistrato. Che significa, che un meridionale che vive a Verona da decenni forse non ha diritto di lavorare? O forse è sottinteso che ha minori capacità di uno che è nato in Veneto? Questa non è un'equazione corretta. A Verona ho trovato che il 40% della popolazione proviene da altre provincie. Che dire allora dell'origine veneta e delle tradizioni venete? Ancora l'equazione non tiene.

Sebbene vi sia della verità nello striscione «Terroristi assolti, leghisti condannati», ciò non giustifica il sentimento antisociale nei confronti dei Rom. Non ho visto, da parte della Lega, nei Consigli Comunali di Verona, nessuna proposta sull'integrazione sociale dei Rom. Quella dei Rom è una realtà che non possiamo nascondere perchè fa parte del tessuto socio-economico locale.

Sarebbe necessario invece, al pari degli altri cittadini, in tema di diritti e doveri, che per la minoranza Rom fosse sviluppato un protocollo di intesa in cui i diritti individuali e collettivi si associno a doveri individuali e sociali.

Il Sindaco Zanotto e la Giunta avevano iniziato un percorso di integrazione, anche se non inserito in un programma a lunga scadenza. Alcuni bimbi Rom, 37 circa, erano a scuola e lontano dalle strade, le famiglie in un campo nomadi avevano iniziato a pagare le bollette della luce e dell'acqua. Il progetto si è sfasciato perchè alla comunità di 150 persone se ne sono aggiunte altre 50.

L'assessore Luciano Guerrini, giustamente, ha fatto osservare che il limite di tenuta per il Comune di Verona è di 250 Rom. Il Comune non riesce a gestirne un numero superiore. In questo senso, dovrebbero essere osservati una disciplina organizzativa e i limiti strutturali.

Il problema dei Rom si inserisce nel contesto dell'immigrazione in generale.

Perchè non adottare un programma per l'integrazione degli immigrati visto che, da più parti, si dice che essi possono essere una risorsa e non un peso e che nel Veneto ci sia bisogno di 30.000 lavoratori stranieri?

Innanzittutto per poter accedere ai benefici gli immigrati potrebbero:

* imparare la lingua locale
* imparare un mestiere o professione

A fronte di questo impegno, per i propri diritti di immigrati, essi dovrebbero avere, come tutti, dei doveri nei confronti della comunità locale.

Sappiamo inoltre che i problemi di uno sono i problemi di tutti, e che l'integrazione, nella maggior parte dei casi, sia la migliore delle soluzioni.

I sentimenti di antogonismo nei confronti di una comunità che non è veneta, istiga all'odio razziale. Questo geosentimento sfocia facilmente in geopatriottismo, sentimento geoeconomico, georeligioso - contro le altre religioni, etc. e rischia di inquinare tutta la vita sociale. Il geosentimento nasce spesso per la tutela degli interessi locali, ma sostenuto da leader che desiderano spassionatamente creare un proprio supporto popolare, alla fine può diventare uno strumento di un incontrollato antagonismo sociale.

Il geosentimento non porta ad alcuna soluzione pratica nè economica, nè sociale. Crea divisione, lotte intestine, controversie sociali.

Perchè la Lega non chiede la decentralizzazione della riscossione delle tasse, dallo Stato ai Comuni, per avere localmente più risorse economiche da spendere? Perchè non chiede che le aziende non delocalizzino, che non vadano a produrre all'estero e non licenzino i lavoratori? Perchè non chiede la salvaguardia dell'agricoltura locale contro i prodotti importati dalla Cina? Perchè non lotta contro i problemi della disoccupazione creati dalla globalizzazione e se la prende invece con i Rom?

Contro il geosentimento è necessario sviluppare soluzioni razionali e adottare il principio della 'uguaglianza sociale'. Quando vi è carenza di tale razionalità e sentimento di uguaglianza sociale, allora i leader fanno ricorso ai più bassi sentimenti popolari.

Non vorremo mai che, nel tentativo di salvaguardare gli interessi locali, questo sentimento sfociasse in un antagonismo sociale che ci ricorda troppo da vicino le vicende per le quali la Germania dovette pentirsi e nulla risolsero dei propri problemi economici acutizzati, a suo tempo, dalla recessione economica.

18-02-2005 Tarcisio Bonotto


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