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I precari veronesi manifestano davanti al C.S.A.
Lettera dei  precari al Ministro Moratti

al Ministro del MIUR Letizia Moratti
e p.c. al Direttore Scolastico RegionaleEnzo Martinelli
alla Dirigente C.S.A.Maria Giuliana Bigardi
ai Parlamentari veronesi

Signor Ministro,

i precari veronesi oggi manifestano davanti al C.S.A.. Manifestano assieme alle altre migliaia di precari nelle piazze di tante città italiane e davanti al MIUR a Roma.
Manifestano la loro rabbia per la iniqua situazione che sono costretti a vivere da anni. Situazione di lavoro precario, un lavoro di 2° classe, con salari di 2° classe, con diritti di 2a classe.
Per anni questo personale ha dato tempo, professionalità, anche entusiasmo e abnegazione per tenere alta la qualità della scuola pubblica.
Per  anni abbiamo sperato che il Governo, il Ministro, risolvesse positivamente la nostra situazione.
Non abbiamo mia chiesto "un posto" purchessia.
Non abbiamo chiesto politiche o provvedimenti assistenzialistici.
I posti di lavoro che da anni occupiamo sono veri, stabili, necessari. Necessari per gli alunni e per gli studenti. Necessari per la scuola pubblica, necessari per una scuola pubblica di qualità.
E questo abbiamo contribuito a garantire!
Abbiamo accettato di essere spostati anno dopo anno da un capo all'altro della provincia.
Abbiamo superato corsi e concorsi, spesso ripetutamente ma ... inutilmente.
Questi posti c'erano e ci sono. I titoli necessari per stabilizzare il nostro rapporto di lavoro li abbiamo. Tutti e più del necessario.
E tuttavia... niente.
Lei ha cancellato la promessa fattaci dal precedente Governo. Ha fatto scomparire le 30mila immissioni in ruolo previste per lo scorso settembre.
E non si vede traccia di speranza per il futuro.
È vero. Lei ha fortemente spinto per una legge che immette in ruolo 20mila insegnanti di religione cattolica. Ma per noi...niente. Per noi niente! Noi forse non siamo del "suo gregge". Siamo forse un intralcio al suo progetto di precarizzazione permanente del personale ma anche.. del servizio?
È questo il disegno finale?
Appena nominata Ministro lei aveva inviato una lettera agli insegnanti. Una lettera piena di buoni propositi e di promesse...
Noi evidentemente non rientravamo tra i destinatari di quella lettera aperta. Erano promesse soltanto per i fortunati "di ruolo"?
Accettare questa logica ci porterebbe ad una frammentazione e ad una contrapposizione interna: tra insegnanti di ruolo e precari, e tra insegnanti e personale ATA, e così via, senza fine...
È una logica che rifiutiamo.
Ciò che chiediamo è la stabilizzazione di TUTTI noi, su posti che ci sono e che sono necessari.
Chiediamo dignità, per noi e per il servizio che eroghiamo. E chiediamo rispetto. Sì, perchè con il "trattamento" al quale siamo sottoposti come possiamo chiedere il rispetto degli studenti?

L'esempio parte dall'alto.
Questo chiediamo: dignità e diritti.
Non favori, signor Ministro

Verona,

19-02-2003 I PRECARI VERONESI

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